Il Tirreno

Prato

Coppia poggese a due passi da Westminster poco prima dell'attentato

di Giulia Catarzi
Alessio Guazzini e Roberta Vaccarella
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Alessio Guazzini e Roberta Vaccarella

Alessio Guazzini e Roberta Vaccarella, titolari del negozio "Nonsolofoto" erano a Londra: "“Pochi attimi e non sappiamo come sarebbe andata a finire”

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POGGIO A CAIANO. “Pochi attimi e non sappiamo come sarebbe andata a finire”. Sono queste le parole di Alessio Guazzini e Roberta Vaccarella, la coppia poggese che per pochi minuti e una pura fatalità non si è trovata sul luogo dell’attentato di Londra. Titolari del negozio “Nonsolofoto” di via Garibaldi a Poggio a Caiano, dove Alessio ricopre anche il ruolo di presidente del Centro Commerciale Naturale “Poggio Novo”, i due hanno raggiunto la capitale britannica per qualche giorno in tutta spensieratezza e tra le loro mete vi erano anche, immancabilmente, il Big Ben e Westminster, che avrebbero dovuto raggiungere – casualità della sorte – proprio all’ora in cui poi si è verificato l’attentato.

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“Eravamo a Londra da domenica – raccontano – e determinate misure di sicurezza, visti i tempi che corrono, le abbiamo notate sin da subito, anche al nostro arrivo in aeroporto. Quello del 22 marzo era il nostro ultimo giorno là e, visto che la mattina pioveva, ci siamo diretti verso il Natural History Museum, dove vi era una bellissima mostra fotografica che ci ha trattenuti più del previsto”. Una volta usciti dal museo, Roberta e Alessio dovevano dirigersi verso il Parlamento: erano intorno alle 15 ora italiana.

“Eravamo davanti all’ingresso della metro ed eravamo indecisi se mangiare qualcosa subito o una volta arrivati in zona Big Ben e Westminster, ma visto che Roberta aveva fame abbiamo optato per la prima soluzione – racconta ancora la coppia – alle 15.30 (ora dell’attento) siamo ripartiti per andare al Parlamento. Eravamo vicini, appena due o tre fermate di distanza, quindi in un paio di minuti saremmo stati lì. Mentre eravamo sulla metropolitana però ci è stato detto che non si poteva scendere a Westminster: la metro ha comunque effettuato la fermata e abbiamo visto la stazione completamente vuota, deserta. La cosa che mi ha fatto più impressione è stato vedere il bar lì dentro aperto, ma senza nessuno, neanche i baristi, che probabilmente erano stati fatti uscire velocemente al momento dell’attentato”.

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A quel punto la coppia, ancora ignara di quanto stava accadendo, è stata indecisa se scendere alla fermata successiva e raggiungere comunque Westminster, oppure recarsi in hotel. “Nello stesso pomeriggio dovevamo riprendere l’aereo di ritorno e il tempo iniziava a stringere, quindi per non affannarci troppo abbiamo scelto di tornare in albergo a riprendere le nostre cose – aggiunge Alessio – una volta usciti dalla metro sono iniziati ad arrivarmi tantissimi sms dall’Italia in cui mi veniva chiesto come stessimo, se era tutto a posto. Sono andato a vedere le ultime notizie e ho appreso dell'attentato. Siamo rimasti letteralmente senza parole: ci siamo salvati perché ci siamo fermati a mangiare, altrimenti non so quale avrebbe potuto essere il nostro destino”.

Per Alessio e Roberta la vacanza stava volgendo al termine, ma la Londra che si sono lasciati alle spalle era una città di sirene, macchine con i lampeggianti, polizia. “Anche in aeroporto i controlli sono stati ben più serrati – concludono -  ci è stato chiesto di togliere tutto dai bagagli e i voli sono partiti tutti in ritardo. Londra è molto grande e abbiamo visto che nonostante l’accaduto nelle altre parti della città la vita continuava a scorrere regolare, ma per noi è impossibile non pensare che avremmo potuto essere lì”.

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