Il dolore
Nascondeva la cocaina anche nei giochi del figlio
Trentaduenne residente a Prato arrestato insieme ad altre otto persone Sgominata banda che caricava la droga sulle auto esportate nell’est Europa
FIRENZE. Cocaina e marijuana importate dal Nord Europa e dall'Albania per rifornire le piazze dello spaccio di Prato e Firenze. Era una vera e propria organizzazione specializzata nel traffico di sostanze stupefacenti quella smantellata dai carabinieri del nucleo investigativo fiorentino, che ieri hanno arrestato 9 persone, tra cui 7 albanesi, un italiano e un marocchino, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Firenze su richiesta del pm della Dda Giulio Monferini. In corso le ricerche di altri due componenti della banda, localizzati all'estero. La droga, acquistata soprattutto nei Paesi Bassi, venivano caricata su delle auto in Germania e fatta arrivare in Italia. In manette ieri mattina è finito anche uno dei rivenditori al dettaglio della piazza pratese e fiorentina, il marocchino Soufiane Mazzi, di 32 anni. Acquistava con regolarità cocaina del gruppo albanese. Nella sua casa a Prato, nascosti dietro al fasciatoio nella stanza del bimbo e in un giocattolo del piccolo, i militari hanno sequestrato 600 grammi di polvere bianca che aveva appena acquistato dalla banda. Le partite di marijuana e cocaina arrivavano dalla Germania su auto destinate all'importazione extra Ue. Il gruppo usava vetture che venivano acquistate in Germania, intestate al corriere, sempre incensurato, e dotate di una targa prova, necessaria per l'esportazione in Albania. Durante il viaggio per imbarcarsi a Brindisi, il corriere consegnava le partite ai referenti su Firenze e Prato. Piccole spedizioni, non più di un chilo alla volta, ma frequenti. Per paura di essere pedinati, i trafficanti usavano stratagemmi come improvvise inversioni di marcia e passaggi col semaforo rosso. Se uno di loro veniva arrestato, il traffico di droga cessava anche per mesi, fino a che le acque non si fossero calmate. Tra gli arrestati anche il capo dell'organizzazione, Besmir Shenaj, albanese di 32 anni, detto “il Moro”. L'uomo, che prima viveva a Firenze, dopo l'arresto di un complice si era trasferito nella cittadina di Erfstadt, in Germania. Tra i clienti dell'organizzazione non solo pusher ma anche consumatori diretti. A questi ultimi la droga veniva consegnata a domicilio, nelle cassette della posta. L'unico italiano finito in manette è Angelo Riccardi, un trentottenne di Borgo San Lorenzo. Secondo gli investigatori, l'uomo avrebbe tra l'altro messo a disposizione un casolare nel Mugello per lo stoccaggio della droga. Nell'ambito delle indagini era già stato fermato nel 2016 a Campi Bisenzio, quando fu sorpreso con un etto di cocaina. La droga, soprattutto la marijuana, arrivava in Italia anche dall'Albania.
Matteo Leoni
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