Il Tirreno

Prato

Vecchio ospedale, demolizione in ritardo di sei mesi e mezzo

Cristina Orsini
Uno degli edifici del Misericordia e Dolce
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Uno degli edifici del Misericordia e Dolce

Prato, fermato il progetto esecutivo dell’abbattimento selettivo per alcune verifiche. Gavazzi, ingegnere Asl: «Entro maggio la gara europea». Roti: «Più concretezza»

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PRATO. Si vede che è proprio arrivato il momento: nel giorno in cui è stato fatto, da due commissioni consiliari, mobilità e urbanistica, e dall’Asl, il punto sull’abbattimento selettivo del Misericordia e Dolce che farà spazio al Parco centrale, arriva la notizia del cedimento di una porzione di tetto di una palazzina nella quale al primo piano si svolge l’attività ambulatoriale di psicologia. L’attività è stata temporaneamente trasferita neo locali di psichiatria. Il crollo non ha provocato danni a cose o persone semplicemente perché gli spazi sotto al tetto sono chiusi e inutilizzati.

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Sul fronte del colossale intervento per demolire pezzo dopo pezzo il vecchio ospedale, che avrà un costo di 4 milioni e mezzo di abbattimento che saliranno a oltre sei in totale (smaltimento, indagini ecceterra), si registrano nuovi ritardi: il progetto esecutivo di demolizione (appaltato per 300.000 euro all’Ati formata dalla società Politecnica di Firenze, Abacus di Perugia, Vignoli e Conforti, con sede a Firenze e Prato e dall’ingegnere Giancarlini, di Perugia specializzato nella demolizione di centrali nucleari) che avrebbe dovuto essere consegnato il primo marzo, è stato bloccato in attesa di un ulteriore accertamento (anche questa appaltata) «che riguarda - ha spiegato l’ingegnere Gianluca Gavazzi, direttore responsabile dell’area tecnica dell’Asl Toscana Centro - la verifica au alcuni materiali per i quali occorre capirne la destinazione».

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Si tratta di un tipo di linoleum, del materiale di alcuni controsoffitti e del rivestimento delle canne fumarie. Entro maggio i controlli verranno terminati, e nello stesso mese si chiuderà la partita del progetto esecutivo. Inizierà quindi la fase della gara europea per espletare la quale occorreranno tra i tre e i quattro mesi. I lavori di demolizione, quindi ,non inizieranno prima di settembre di quest’anno per concludersi un anno dopo: autunno 2018. «Naturalmente - precisa Gavazzi - se non si verificheranno altri intoppi». Complessivamente l’Asl è in tirardo di sei mesi e mezzo «periodo di tempo che, però - precisa il tecnico Asl - è stato assorbito dall’anticipo con il quale abbiamo iniziato le procedure».

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Un invito forte «alla concrettezza » e un richiamo «alla massima attenzione sui tempi» è venuto dal presidente della commissione terzo Luca Roti che ha espresso forte preoccupazione condivisa dai commissari Elena Bartolozzi, Giogio Silli, Emanuele Berselli. Sono stati il presidente della quarta commissione Massimo Carlesi e la consigliera Serena Tropepe a sostenere che per la complessità dell’intervento è «necessario un di più di cautela per un’opera che porterà grandi benefici futuri in termini ambientali».

 

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