Italia
La tintoria “Renzo Silli” acquista Rificolor
Prato, shopping nel comparto della nobilitazione, incorporati i macchinari e 6 operai su 20. Giogio Silli: "È una scelta coraggiosa che ci permette di ridare forza al reparto di tintura in rocche che esiste dagli anni Trenta"
PRATO. La logica è quella del pesce grande che mangia il più piccolo. Un logica che qualche volta permette la sopravvivenza di quel know-how di saperi e professionalità che ha fatto la forza del distretto pratese. Come in questo caso: la storica tintoria "Renzo Silli", la più antica realtà pratese nel comparto della nobilitazione giunta alla quinta generazione, ha fatto shopping nel distretto acquisendo la tintoria "Rificolor" srl incorporandone buona parte dei macchinari e del personale (sei su venti dipendenti).
«È stata una scelta coraggiosa che ci ha permesso di ridare forza al nostro reparto di tintura in rocche che esisteva dagli anni Trenta ma che così abbiamo rilanciato», spiega Giorgio Silli, responsabile commerciale e qualità della tintoria di famiglia. Un'operazione che ha prodotto un'iniezione di nuova clientela e contatti sul mercato per la "Renzo Silli" oltre a scongiurare la perdita di tutti i posti di lavoro della "Rificolor".
Certo, non sono rose e fiori per l'anello della nobilitazione della filiera a fronte anche di un indebolimento a Prato della generale congiuntura che nell'ultimo trimestre del 2016 ha penalizzato, a sorpresa, i filati (-16,8%), secondo gli ultimi dati di Confindustria Toscana Nord. E se si crea un collo di bottiglia in uno dei comparti della filiera, è il caso della filatura, ci rimettono anche tintorie e rifinizioni.
«In questo momento abbiamo a Prato quattro tintorie in tops. Una volta le tintorie in rocche erano 36, ora sono sei - sottolinea l'ex assessore - A Prato abbiamo ancora la convinzione di essere un distretto monoprodotto esclusivamente vocato al tessile ma la realtà è che dobbiamo fare conti con numeri che non sono quelli di un tempo. La sfida della sostenibilità rappresenta sicuramente un onore e onere soprattutto per le aziende della nobilitazione».
Negli anni '80 allo stabilimento della tintoria "Renzo Silli" lavoravano 180 operai, ora operano 25 unità. E metà dei capannoni di via Galcianese è stata affittata a imprese del terziario e commercio (non si tratta di cinesi data l'ubicazione geografica degli spazi). La crisi s'è fatta indubbiamente sentire negli ultimi anni ma è anche vero che la tintoria riuscì a passare indenne dalla depressione del 1929. Ma questa è un'altra storia, più drammatica e lontana: la "Renzo Silli", infatti, risulta la più antica azienda tessile del distretto pratese. Dai documenti conservati negli archivi di Palazzo Datini figura che la famiglia Silli esercitasse già l'antico mestiere del tintore nel 1790.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
