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BpVi, anche la Fondazione accetta la transazione

BpVi, anche la Fondazione accetta la transazione

L’operazione prevede un rimborso di 9 euro ad azione invece di 62,5 nelle casse dell’ente entreranno circa 3 milioni con una perdita di quasi 20

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PRATO. Hanno aspettato fino all'ultimo, hanno minacciato di fare causa alla Banca popolare di Vicenza, ma alla fine hanno detto sì alla proposta di transazione: anche la Fondazione Cassa di risparmio di Prato aderisce all'accordo che prevede il rimborso di 9 euro ad azione in cambio della rinuncia all'azione legale contro la banca. La decisione è stata ufficializzata ieri con un comunicato di cinque righe: «Il Consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, dopo prolungata ed approfondita attività di analisi di ogni possibile scenario presente e futuro, oggi ha deliberato all’unanimità di aderire all’offerta transattiva proposta dalla Banca Popolare di Vicenza, ritenendo in questo modo di tutelare al meglio sia il patrimonio della Fondazione che gli interessi della collettività pratese».

In soldoni significa che le azioni che sulla carta valevano 62,5 euro e il cui valore è stato di fatto azzerato a 10 centesimi verranno rimborsate a 9 euro, vale a dire al 14,4% del valore originario. La Fondazione, che era il principale azionista pratese di BpVi, perde così l'85,6%, quasi 20 milioni di euro, ricevendono, euro più euro meno, circa tre. Un boccone amaro che viene ingoiato dalla Fondazione così come da molti degli oltre 5.000 azionisti privati pratesi, messi di fronte a una situazione quantomeno precaria, come conferma la recente richiesta di BpVi di essere ammesse al salvagente della legge "salva-banche". Di fatto la causa legale della Fondazione contro BpVi non era mai partita: era stato dato mandato a uno studio legale di Milano ma non è stata inviata alcuna citazione agli attuali vertici della banca.

Perché la Fondazione ha atteso fino all’ultimo (l’offerta scade a mezzanotte del 22 marzo)? Perché sul piatto, c’erano alcune richieste che la Fondazione aveva fatto alla banca come ulteriore risarcimento: non in termini di valore delle azioni, bloccate a 9 euro, ma come investimenti ulteriori per la città. Un tentativo lecito che aveva già ricevuto una prima risposta negativa, ma per archiviare il quale era necessario attendere ancora un po’. Ora la partita è definitivamente chiusa.

Al 17 marzo - ha comunicato BpVi in una precedente nota - si erano registrate 65.505 manifestazioni di interesse alla transazione, pari al 68,8% delle azioni, a fronte delle quali sono stati sottoscritti 52.865 accordi, pari al 49,6% delle azioni oggetto del perimetro. L’obiettivo indicato dall’amministratore delegato Fabrizio Viola era l’80% ma l’operazione si chiuderà anche con una percentuale più bassa.

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