Il dolore
Cavallucci in pole per il Mambo di Bologna
È tra i 10 (su 120) ammessi al colloquio del 12 aprile. Il cda del Pecci vorrebbe restasse fino a dicembre
PRATO. «Se Prato non mi vuole torno a Bologna». Forse avrà pensato così, il direttore del Centro Pecci Fabio Cavallucci prima di decidere se presentare domanda al bando del comune di Bologna per trovare il nuovo responsabile del Mambo e degli altri 4 musei di arte moderna e contemporanea del capoluogo felsineo. In ogni caso fra i 120 curriculum pervenuti all'apposita commissione, il suo è uno dei 10 ammessi al colloquio con i due dirigenti comunali e Letizia Regaglia, direttrice del Museion di Bolzano, previsto per il 12 aprile. L'incarico previsto non è davvero semplice perché prevede la curatela oltre che del Museo di arte moderna, anche del Museo e Casa Morandi, Villa delle rose, Museo per la memoria di Ustica e la residenza per artisti Sandra Natali.
Cavalucci, nella sfida bolognese, dovrà vedersela con nomi del suo calibro. Gli altri nove contendenti sono Maria Chiara Bertola, curatrice alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia e della Fondazione Furla di Bologna, Stefano Raimondi, curatore alla GameC di Bergamo e del The Blank Contemporary Art, Cecilia Braschi, curatrice del Hotel Decaumont centre d'art di Parigi e di Aix-en-Provence, Valerio Deho già direttore del Kunst di Merano, Beatrice Avanzi, conservatrice al Musée d'Orsay di Parigi, Alessandra Laitempergher, responsabile mostre e didattica al Museum Beelden aan Zee di Amsterdam, Claudio Cravero, curatore del Center for World Culture di Dhahran in Arabia Saudita e Davide Quadrio, mediatore e consulente culturale a Shanghai.
Ma torniamo a Prato, perché sarà una settimana decisiva per il nuovo Centro Pecci: dopo lo stop della “Fine del mondo”, le sale espositive resteranno chiuse per l'allestimento di "Dalla caverna alla luna", la mostra sulla collezione permanente, curata da Stefano Pezzato, al via dall'8 aprile. E subito dopo si saprà la risposta di Cavallucci all'offerta del cda del Pecci di prolungare il mandato fino al 31dicembre (il contratto scade il 30 aprile) con la consapevolezza però che verrà fatta una "call internazionale" per trovare un nuovo direttore, appena saranno nominati dalla Regione i due rappresentati nella fondazione. Dopo aver risposto al cda, Cavalluci spiegherà la sua decisone alla città, in un incontro con categorie economiche, professionali culturali e sociali, le stesse che gli dettero il benvenuto all’ arrivo al Centro Pecci .
Riccardo Tempestini
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