Sicurezza
In tremila in corteo a Prato contro le mafie
Verrà celebrata martedì 21 marzo la XXII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della criminalità organizzata. Il coordinamento pratese di Libera verrà intitolato a Calogero Tramuto ammazzato a colpi di mitraglietta ad Agrigento del 1997
PRATO.Gli hanno ammazzato il fratello nel 1997. Lo hanno freddato con 26 colpi di mitraglietta in una pizzeria di Villafranca Sicula, in provincia di Agrigento. Pugnalato a morte dalla terra che lo aveva allevato. Era uno con la schiena dritta, Calogero Tramuta. A 42 anni iniziava a godersi la pensione di ex agente della Guardia di Finanza. Ma invece che farlo a Prato decise di fare le valigie per la sua amata terra, la Sicilia. Calogero compra un appezzamento di terra e inizia a vendere le arance. Ma la sua attività dà fastidio a un boss locale. Iniziano le intimidazioni, i soprusi, i boicottaggi al suo lavoro. Calogero non si piega. E viene ammazzato dalla mafia.
«Mio fratello era molto amato e rispettato - racconta Piera, residente a Carmignano - Chi ha visto ha parlato: il processo è stato veloce anche grazie al ruolo determinante del testimoni di giustizia». A Calogero Tramuta sarà intitolato lunedì 20 marzo il coordinamento pratese dell'associazione Libera nella chiesa di San Bartolomeo (alle 21). Il giorno dopo, martedì 21, sfilerà in città un corteo di tremila persone in occasione della XXII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie.
Prato è la città toscana scelta per la manifestazione organizzata da Libera con quindici pullman attesi tra le 8 e le 9 di mattina in piazza del Mercato Nuovo da cui si snoderà il corteo (alle 9.30) che entrerà in viale Galilei per concludersi in piazza delle Carceri. È qui che alle 11 saranno letti i nomi di circa mille vittime in contemporanea con 4mila piazze in tutta Italia. Li leggeranno gli studenti, il questore, sindaco, il prefetto, il vescovo, i rappresentanti delle istituzioni con una staffetta di 90 persone. Tra i nomi, anche quelli dei sette operai cinesi morti nel rogo della confezione "Teresa Moda" nel dicembre 2013.
«Un monito contro condizioni di lavoro che possono mascherare dinamiche di sfruttamento poco chiare», sottolinea don Andrea Bigalli, coordinatore regionale di Libera. Grande attesa per l'evento che riverserà per le strade del centro migliaia di persone (tra cui 900 studenti pratesi). Per agevolare il flusso delle auto sarà spento il varco di via San Iacopo dalle 8 alle 14. «Fondamentale la partecipazione dei volontari del mondo dell'associazionismo, protezione civile e consulte studentesche» sottolinea la presidente del consiglio comunale Ilaria Santi.
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