Il Tirreno

Prato

Welfare, il premio di risultato ora potrà essere convertito in servizi

Maria Lardara
Un'azienda metalmeccanica
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Un'azienda metalmeccanica

Prato, accordo fra Confindustria Toscana Nord e sindacati del settore metalmeccanico (50 aziende e 1.350 operai), una parte del premio del risultato potrà essere convertito in servizi: asili nido, babysitting, acquisto di libri scolastici

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PRATO. A dare il "la" è la categoria dei metalmeccanici, una potenziale platea composta a Prato da cinquanta aziende iscritte a Confindustria (in prevalenza meccanotessile) per un totale di 1350 lavoratori. Che d'ora in poi, per l'esattezza a partire dalla busta paga del giugno prossimo, potranno convertire una parte o tutto il premio di risultato defiscalizzato in una serie di prestazioni di welfare aziendale: asilo nido e baby-sitting, acquisto dei testi scolastici, sconti su farmaci e palestre, tariffe convenzionate per cliniche e laboratori.

L'adesione sarà naturalmente facoltativa, sia da parte delle aziende che dei lavoratori ma il tentativo è quello di trasferire in piccole realtà produttive locali alcuni beni e servizi di utilità quotidiana finora prerogativa esclusiva delle grandi aziende. Un caso unico, tutto pratese: l'importante accordo, firmato il 13 marzo scorso da Confindustria Toscana Nord insieme ai sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uil-Uilm, rappresenta il primo, concreto, tassello per realizzare quel progetto di "welfare di distretto" finora mai decollato e frutto di un accordo territoriale firmato tre anni fa.

Certo, quel modello era stato pensato soprattutto per i circa diecimila addetti del settore tessile-abbigliamento, lo zoccolo duro dell'economia locale. Ma non è detto che l'accordo raggiunto ora per la metalmeccanica non possa fare da apripista anche per altre categorie. La differenza però è che il nuovo contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici firmato il 26 novembre scorso mette nero su bianco la possibilità di trasformare in welfare aziendale parti di salario accessorio, un qualcosa che i tessili non hanno ottenuto durante l'ultima, faticosa, tornata di rinnovo contrattuale conclusasi a fine febbraio.

«Stiamo valutando come allargare questa possibilità alle aziende del tessile - abbigliamento - conferma il direttore di Confindustria Toscana Nord, Marcello Gozzi - Per i metalmeccanici abbiamo portato a casa questo risultato grazie a una serie di circostanze concomitanti: da una parte avevamo la cornice dell'accordo quadro sottoscritto tre anni fa con i sindacati, dall'altra la nuova contrattazione nazionale di settore insieme al lavoro di "pressing" sulla segreteria del ministero del Lavoro. Un anno fa questo non era certo immaginabile».

Per i tessili sarà più dura perché, come fa notare il segretario della Filctem-Cgil pratese Massimiliano Brezzo, occorre che le aziende siano disponibili ad aumentare il salario ed erogare premi di produttività intervenendo così su una contrattazione di secondo livello. Tornando ai metalmeccanici, è ancora troppo presto per capire quante aziende sottoscriveranno accordi aziendali di secondo livello privilegiando servizi di welfare. «Organizzeremo delle assemblee con i lavoratori», fa sapere Manuela Marigolli della Fiom-Cgil provinciale.

«L'obiettivo - aggiunge Davide Materazzi, segretario della Uilm Firenze-Arezzo - era trovare lo strumento più adatto per consentire ai lavoratori di ridurre le spese familiari. Difatti ogni euro destinato al welfare aziendale o contrattuale ritornerà al lavoratore e alla propria famiglia sotto forma di beni o servizi di valore molto superiore dell'euro iniziale».

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