Toscana
Estorsione e usura, pesante condanna all’ex albergatore
PRATO. Oltre trentacinque anni di carcere complessivi sono stati inflitti dai giudici del tribunale di Lucca ai componenti di un’organizzazione criminale che nel 2009 avrebbe agito nella zona di...
PRATO. Oltre trentacinque anni di carcere complessivi sono stati inflitti dai giudici del tribunale di Lucca ai componenti di un’organizzazione criminale che nel 2009 avrebbe agito nella zona di Prato, Montecatini, Firenze e in un caso nella Media Valle del Serchio attraverso estorsioni e prestiti a tassi usurari ai danni di imprenditori locali minacciati di morte se non erano in grado di pagare. Un’inchiesta diretta dalla Dda di Firenze - all’epoca guidata dall’attuale procuratore di Lucca, Pietro Suchan - e condotta dal Gico della Guardia di Finanza che aveva scoperto esponenti del gruppo Bidognetti (clan camorristico casertano dei Casalesi) attivi in Toscana per ripulire il denaro sporco attraverso la concessione di prestiti ad usura con tassi che andavano dal 46 al 405%. Al vertice dell’organizzazione c’erano proprio due presunti esponenti dei Casalesi finiti in manette nel 2012: Angelo Russo, 43 anni e Pasquale Tavoletta di 45, entrambi residenti a Villa Literno (Caserta). Sono gli unici che i giudici del tribunale (presidente Stefano Billet, a latere Simone Silvestri e Tiziana Lottini) hanno riconosciuto colpevoli del reato associativo finalizzato all’usura e all’estorsione condannandoli a 8 anni di reclusione e 15 mila euro di multa.
Coinvolti nella vicenda anche alcuni toscani che avevano il compito di gestire le fasi del rapporto tra le vittime dell’usura e i componenti dell’organizzazione malavitosa. Una sorta di procacciatori di imprenditori in difficoltà economica. Oltre a Paolo Chioccini, 70 anni, di Firenze, che era già stato condannato precedentemente in abbreviato a tre anni e 10 mesi di reclusione, il clan si avvaleva della collaborazione di Giuseppe Faraoni, 71 anni, di Scandicci, condannato alla pena di 3 anni e 2 mesi e 8mila euro di multa e Franco Sicuranza, 53 anni, difeso dall’avvocato Baroni, ex albergatore originario di Prato e residente a Montecatini, condannato a 5 anni e 8 mesi di reclusione e 2mila euro di multa. Per entrambi i giudici hanno escluso l’aggravante dell’utilizzo del metodo mafioso. Condannati anche Demetrio Caracciolo (5 anni di reclusione e 1000 euro di multa), Giuseppe D’Urso (5 anni e 4 mesi di reclusione) e infine Pieraldo Guidi, fiorentino, (6 mesi con la condizionale) per l’accusa coinvolto per un episodio legato a un prestito concesso dall’organizzazione a tassi usurari all’allora titolare della catena di pizzerie Donchisciotte. (l.t.)
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