La protesta
La Regione porta al Pecci 800mila euro
In visita il presidente del consiglio Giani insieme all’assessore Barni. Manca però un milione per ultimare i lavori
PRATO. Una delegazione, tutta Pd, del consiglio regionale toscano, guidata dal presidente Eugenio Giani, ha visitato igiovedì 16 marzo, il nuovo Centro Pecci, insieme all'assessore alla cultura Monica Barni. Ad accogliere gli ospiti, fra cui naturalmente anche i consiglieri pratesi Ilaria Bugetti e Nicola Colini, c'erano la presidente della Fondazione per le arti contemporanee in toscana Irene Sanesi e l'assessore alla cultura del comune Simone Mangani,mentre, assente per impegni milanesi il direttore Fabio Cavallucci, è stato il conservatore Stefano Pezzato ha spiegare la mostra "La fine del mondo" e a presentare i programmi futuri, ovvero, la mostra "Dalla caverna alla luna" sulla Collezione permanente curata proprio da Pezzato al via dall'8 aprile prossimo. Nel sei miliardi di euro del Piano regionale di sviluppo, approvato mercoledì scorso dal consiglio regionale toscano, ci sono anche i soldi per la gestione del Centro Pecci, in una cifra ancora da quantificare, anche se l'assessore Barni ha assicurato «non sarà un milione come per l'anno scorso, quando c'è stata l'inaugurazione, ma spero di arrivare fra i 700 e gli 800 mila euro, così come entro tre mesi il consiglio regionale nominerà i due consiglieri nel cda della fondazione». «D'altronde il Pecci è casa mia» ha ripetuto anche stavolta l'assessore, ma per quanto riguarda il milione e 400 mila euro necessari per finire il "sotto" del nuovo Pecci, non è stata in grado di confermare scadenze e cifre, perché i soldi per ristrutturare il deposito delle opere della Collezione permanente e per ultimare l'arredo della biblioteca, non rientrano nel bando europeo, con cui furono finanziati i 7 milioni e duecentomila euro, destinati sia per costruire il nuovo edificio, disegnato da Maurice Nio , sia per la risistemazione del "vecchio" progettato da Italo Gamberini, mentre il Comune di Prato ha contribuito con 6 milioni e 800 mila euro su un totale di 15 milioni. Una situazione di incertezza su dove trovare il milione di euro mancante, confermata anche dall'assessore alla cultura del comune Simone Mangani che ha invece rassicurato sul "solito" contributo di un milione e centocinquantamila euro erogato da anni dal comune al Centro Pecci. Gli unici lavori invece che l'amministrazione comunale può portare a termine in tempi stretti riguardano l'area retrostante al museo, di fronte all'Art hotel. Qui infatti dopo 5 mesi di stallo, in pratica dal 16 ottobre 2016, giorno dell'inaugurazione della mostra "La fine del mondo", i lavori avevano proceduto a singhiozzo, nonostante l'impegno dell'assessore ai lavori pubblici, Valerio Barberis e dell'ufficio tecnico guidato dall'architetto Luca Piantini , a causa di un contenzioso con la ditta su come ultimare l'anello di legno recuperato usato come passaggio pedonale con relativo giardino, che circonda tutto il Centro Pecci. Entro poche settimane verrà ultimato, per poi dare il via al riassetto dell'anfiteatro con relative uscite di sicurezza, necessarie per gli eventi della stagione estiva così come sarà pronto il nuovo parcheggio per auto e bus con entrata diretta dalla declassata, interamente pagato dalla famiglia Pecci. A fine aprile poi, sarà pronto anche il Mio bar- bistrot gestito come il ristorante da Angiolo Barni, diventato uno dei locali cult dell'area metropolitana fiorentina. Purtroppo proprio accanto al ristorante resteranno "parcheggiati" chissà ancora per quanto tempo i pezzi della Colonna spezzata dei Poirier, così come lo scheletro della mezzaluna di Mauro Staccioli, resterà appoggiato lungo la declassata. Per sistemare entrambe infatti sarebbe necessario almeno 100 mila euro, ma questi soldi non ci sono.
Riccardo Tempestini
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