La manifestazione
Folla e commozione per l’addio al prof
Almeno cinquecento persone hanno preso parte ai funerali di Alessandro Zanco, insegnante del Buzzi, morto a 46 anni
PRATO. Rose gialle. Rose Rosse. Gerbere arancioni, bianche e gialle. Orchidee... I messaggi della moglie Sonia, del babbo e della sorella, di Maurizio e Beatrice, dello Studio Marchi e Ganni, dello zio. E poi quelli del preside dell’Itis Buzzi, dei suoi alunni e di tutti i colleghi. La chiesa di Santa Maria Assunta a Cafaggio ha poco meno di cento posti a sedere. E’ una chiesa per una piccola comunità.
Ma la comunità che ha voluto dare l ’ultimo saluto ad Alessandro Zanco va oltre Cafaggio e va oltre anche Prato. E quei cento posti non sono certo sufficienti. In chiesa non c’è un centimetro quadrato non calpestato e il personale dei servizi funebri della Pubblica Assistenza lascia il portone aperto per far entrare aria. All’esterno attendono in triste silenzio la fine della cerimonia funebre, almeno altre trecento persone.
«Non c’è e non ci può essere una risposta razionale alla domande sul perché Alessandro ci abbia abbondonati - ha detto don Massimo Malinconi – La risposta la dobbiamo trovare nella fede. Alessandro era un uomo amato, l’ho visto dai tanti messaggi sulla sua pagina facebook. Era un professore e quale professore è amato dai suoi allievi? E invece lui è amato anche dagli allievi che sono arrivati in tanti anche oggi per salutarlo. Così come era benvoluto dai suoi colleghi e da tutti coloro che lo conoscevano. Non possiamo che rimanere senza risposte per la sua morte e chiedere al Signore di accoglierlo in Paradiso».
Sul portone della chiesa anche il preside Erminio Serniotti che ha deciso di far concludere le lezioni alle 10 per permettere, a chi avesse voluto, di andare in chiesa a dare l’ultimo saluto a quel professore di 46 anni ucciso da un tumore al cervello. Un ingegnere che ha frequentato il Buzzi prima come alunno e poi come professore.
«Non era solo un professionista di grande valore ma anche un insegnante in grado di fare appassionare i ragazzi a una materia difficilissima come il disegno e la progettazione meccanica – ha dichiarato nel ricordarlo – Da quando Alessandro ha dovuto smettere di insegnare ha lasciato un buco nero nel laboratorio di meccanica». Sei studenti con il tipico berretto delle Pagliette in testa hanno accompagnato a spalla la bara in chiesa. Un breve saluto di rispetto, prima di attendere la fine della funzione religiosa e riportarla al carro funebre. L’abbraccio alla vedova e ai familiari di Alessandro e poi il lungo applauso mentre il carro funebre parte per il luogo della cremazione. Le ceneri riposeranno nel cimitero di Gonfienti, accanto alla tomba della madre, scomparsa alcuni anni fa.
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