Sicurezza
Per salutare il prof Zanco il Buzzi “chiude” alle 10
Oggi i funerali dell’insegnante-ingegnere di meccanica morto a 46 anni Il preside: «Uomo e docente straordinario», l’amico: «Lascia un gran vuoto»
PRATO. Colleghi, studenti, parenti e amici. E’ un processione che non si interrompe quella alle Cappelle del commiato della Pubblica assistenza per il saluto estremo ad Alessandro Zanco, il prof del Buzzi, «pacata paglietta», ingegnere con attività professionale, ucciso a 46 anni, martedì scorso, da un tumore al cervello e il quale verranno celebrati i funerali oggi alle 10,30 alla chiesa di Cafaggio. Per consentire ai tanti colleghi dell’ingegnere meccanico con la passione dell’insegnamento e ai ragazzi che fino all’anno scorso hanno seguito i suoi corsi di partecipare alle esequie, le lezioni e i ricevimenti degli insegnanti oggi al Buzzi termineranno alle 10. «E’ anche questo un modo - afferma il preside Erminio Serniotti - per rendere omaggio a un uomo straordinario. Di solito, quando una persona ci lascia, si usano formule fredde per ricordarlo, nel caso di Alessandro invece c’è un sentimento di autenticità forte». Serniotti e Zanco hanno lavorato insieme 7 anni «ma Alessandro - dice Serniotti - ha trascorso praticamente tutta la sia vita dentro questo istituto: prima da studente, poi da docente. Non solo era un professionista di grande valore, ma anche un insegnante in grado di fare appassionare i ragazzi a una materia difficilissima: disegno e progettazione meccanica. Da quando Alessandro ha dovuto smettere di insegnare, ha lasciato un buco nero nel laboratorio di meccanica». Preside e docenti stanno lavorando all’idea di una borsa di studio intestata a Zanco.
«Un amico speciale e un insegnante leale tanto apprezzato dai suoi alunni». Gianni Antenucci, titolare insieme al collega Marco De Luca della ditta Meccanica System di Prato, ricorda con grande affetto e commozione il prof Zanco. Erano entrati in contatto una decina di anni fa, quando l'ingegnere aveva iniziato ad occuparsi dei tirocini in azienda per i suoi alunni. Da un semplice scambio lavorativo ne era nata poi una profonda amicizia, una collaborazione professionale interessante e uno scambio di consigli e suggerimenti utili. «Alessandro - dice - era una bella persona, sempre pronta ad aiutare gli altri e disponibile. Eravamo da subito entrati in sintonia. La cosa che più mi aveva colpito di lui era il rapporto che aveva instaurato con i suoi allievi, i ragazzi lo rispettavano tanto nel suo ruolo di ingegnere e gli riconoscevano la sua leadership positiva, ma con loro aveva instaurato un bel dialogo e un rapporto reale. E' stata una figura didattica davvero importante». Antenucci era a conoscenza della malattia e sapeva del percorso di cura che Zanco aveva iniziato. La notizia della prematura scomparsa lo ha raggiunto all'improvviso e colpito profondamente «non sarà facile dimenticare un collega e un amico così».
«E' stata una grossa perdita per tutti noi, Zanco faceva parte della grande famiglia del Buzzi - ha commentato Gabriele Villoresi, presidente delle Pagliette - Era da sempre legato al club, all'associazione ex Allievi, alla scuola in generale alla quale ha dedicato passione e lavoro quasi fin alla fina». Il prof-ingegnere lascia un grande vuoto in tutti coloro che lo hanno conosciuto.
Martina Altigeri
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