Il Tirreno

Prato

Nuova collocazione per le opere d’arte di ritorno da Vicenza

Nuova collocazione per le opere d’arte di ritorno da Vicenza

L’assessore Mangani: «Siamo ipotizzando una sistemazione all’interno del Palazzo Pretorio e dell’ex Monte dei Pegni»

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PRATO. La città si prepara a ricevere i primi 11 dipinti della collezione degli galleria degli Alberti, quelli che alcuni anni fa furono trasferiti via da Prato dalla Banca Popolare di Vicenza. Fra questi c'è un Rosi e altri del Seicento fiorentino. Si tratta di opere che attualmente erano nella sede di Roma della banca. A gennaio l'istituto di credito, tramite il suo presidente Gianni Mion, il Comune di Prato, la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e Confindustria Toscana Nord firmarono un protocollo d'intesa dove la Banca Popolare di Vicenza si impegna a "restituire" a Prato i capolavori della galleria della Alberti, opere che sono comunque di proprietà della Banca. Le opere rientreranno tutte anche se al momento non si conosce la tempistica. E rientrerà anche quella che viene considerata la punta di diamante della collezione, il "Crocifisso in un cimitero ebraico" dipinto da Giovanni Bellini ai primi del 1500. E' quanto previsto nell'accordo siglato un paio di mesi fa. Ma per questo dipinto ora la palla passa alla Soprintendenza di Firenze dato che la Soprintendenza per le province di Verona, Vicenza e Rovigo, poco dopo che il quadro fu portato dalla Popolare di Vicenza presso Palazzo Thiene (sede della banca) ha apposto un vincolo territoriale su Vicenza a quell'opera. Va quindi sciolto questo nodo. Rientrando tutte le opere (sono 145), ci saranno anche gli altri pezzi da novanta, ovvero le opere di Lippi e Caravaggio e una decina di pezzi di Lorenzo Bartolini. I

Intanto, quando i quadri e le opere torneranno a Prato saranno ospitati presso la galleria degli Alberti poi sarà l'amministrazione comunale di comune accordo con gli altri sottoscrittori dell'accordo di gennaio a decidere dove esporre i capolavori perché siano il più possibile fruibili dal pubblico. «Ovviamente - specifica l'assessore comunale alla cultura Simone Mangani - ci dovrà essere il parere della Soprintendenza in merito all'esposizione e conservazione dei quadri. Importante, infatti, è la temperatura dei luoghi dove sono in mostra così come la luce». L'idea del Comune è collocare alcune opere della galleria degli Alberti all'interno dell'ex Monte dei Pegni dove poter allestire mostre temporanee e altri pezzi nella mostra permanente di Palazzo Pretorio, ovviamente classificando le opere in base al loro periodo. «Ma perché si possa parlare di questo - dice l'assessore - dobbiamo aspettare il termine della mostra sulla Sacra Cintola che (aprirà il 7 settembre, ndr) finirà all'inizio di gennaio 2018 e che sarà allestita all'interno dell'ex Monte dei Pegni. I lavori per la ristrutturazione delle sale sono terminati, ma queste resteranno chiuse fino a settembre».

Azelio Biagioni

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di Redazione web