Sicurezza
Malore, overdose o annegamento tre ipotesi al vaglio
I dubbi sulla morte della trentenne pratese in albergo saranno chiariti dall’autopsia disposta per oggi dal pm
PRATO. C'è un punto che gli inquirenti devono chiarire sulla morte della donna di 30 anni trovata morta all'alba di lunedì nella vasca della camera dell'albergo Una Hotel di via Pisana a Firenze. Cioè se la pratese sia morta affogata dopo essersi sentita male oppure se era già morta a causa di un malore e la testa gli è scivolata sott'acqua. Particolare importante al quale potrebbe già dare una risposta l'autopsia sul corpo della donna, disposta dal pm Tommaso Coletta e che verrà svolta oggi dal medico legale insieme agli esami tossicologici. Quello che, in un primo momento, sembrava potersi pietosamente chiudere come un caso di overdose di stupefacenti, o quanto meno una crisi dovuta a un cocktail di alcol e droga assunto durante la serata trascorsa col compagno di 49 anni, si è complicato dal fatto che il corpo della giovane è stato spostato durante i tentativi di rianimazione effettuati dal compagno e dal portiere dell'albergo di via Pisana, chiamato in aiuto dall'uomo quando si è svegliato e ha fatto la tragica scoperta. Il quarantanovenne, che gestisce un distributore di benzina in viale Montegrappa, è per ora l'unico iscritto nel registro degli indagati: un atto dovuto per consentirgli di nominare un consulente di fiducia. Il reato è quello di morte in conseguenza di un altro reato. Una tragedia che ha sconvolto e straziato sia i genitori pratesi della trentenne che il compagno pratese, tornato al lavoro ma con nessuna voglia di parlare. Al pm Tommaso Coletta finora non sono stati forniti elementi che facciano pensare a qualcosa di diverso da un malore fatale. Nessun segno di violenza è stato trovato sul corpo della trentenne. Solo alcune bottiglie di champagne e forse un po' di polvere bianca nella camera dell'albergo, che ha indotto la polizia giudiziaria a ipotizzare un cocktail di alcol e droga all'origine della tragedia. Difficile infatti morire per un'overdose da cocaina, mentre è più frequente il caso di una serie di fattori che si vanno a sommare per portare a un dramma di questo genere. Resta il particolare del corpo ritrovato nella vasca da bagno, in posizione supina e non a faccia in giù come era emerso in un primo momento proprio perché il corpo era stato spostato. Il particolare non sembra cambiare nulla nella sostanza, se non escludere l'ipotesi dell'annegamento volontario o accidentale.
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