Un anno di attesa per una strana visita oculistica
PRATO. «Con l'impegnativa del mio medico curante del 3/03/2016 per una visita oculistica - racconta Giuseppe Zezza - , mi viene dato un appuntamento per il 28/02/2017 alle 18 nel nuovo ospedale di...
PRATO. «Con l'impegnativa del mio medico curante del 3/03/2016 per una visita oculistica - racconta Giuseppe Zezza - , mi viene dato un appuntamento per il 28/02/2017 alle 18 nel nuovo ospedale di Prato. Dopo circa un anno, finalmente arriva il sospirato giorno della visita, ma proprio quel giorno mia moglie, al ritorno dal suo lavoro verso le 14,30, mi comunica telefonicamente al mio luogo di lavoro che nella segreteria telefonica c'è un messaggio dell'Azienda Usl con cui viene comunicato che l'appuntamento è spostato a data da destinarsi, che mi verrà comunicata in seguito, perché il medico è...malato. Dopo essermi presentato in ospedale lo stesso giorno e aver lasciato ad una gentile infermiera anche il numero del mio smartphone, il giorno successivo mi viene proposta la visita all'Istituto Giovannini di Prato per il 9/03/2017 ore 10,10, proposta immediatamente accettata. Il giorno della visita prendo un permesso al lavoro e arrivo alle 9,25 all'Istituto Giovannini, prendo il numero (80 mi pare) e al mio turno vado allo sportello per accreditarmi per la visita, l'impiegata mi dice che sono arrivato troppo... presto e che devo aspettare almeno 15 minuti e, intanto, mi ritira il numero, resto perplesso, aspetto una diecina di minuti prendo un altro numero (il 123, si proprio il 123. Vado da un'altra impiegata, mi viene comunicata la stanza (320) e il piano (3°) dove recarmi per la visita. Ad aspettare trovo una signora con il n. 50 che si lamentava di stare lì dalle 8,45 (erano intanto le 9,45), poi sono entrati nella stanza dove dovevo recarmi altre persone con il n. 82, 96 e 117. Mi sono chiesto come fosse possibile l'accumulo di un simile ritardo fin dalle prime ore del mattino, inutile trovare le risposte dalle infermiere e dalle impiegate, per loro era tutto a posto. Sono entrato per la visita alle 11,25 (anziché le 10,10), visita sbrigativa, lungi dal mettere a proprio agio il paziente, risposte date ob torto collo, eppure ho regolarmente pagato il mio ticket di seconda fascia. Ci ho rimesso anche un'ora e quindici minuti di permesso».
«Terminata la visita - conclude Zezza -, mi sono chiesto se potevo fidarmi, perché mi è stato detto sostanzialmente che va tutto bene e che addirittura mi era migliorata la presbiopia, perché, considerata la miopia e l'astigmatismo che mi affliggono, per leggere da vicino devo togliere gli occhiali multifocali che indosso».
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