Attenzione
Tornano i quadri contesi ma sono solo una parte
PRATO. Con un tempismo quantomeno sospetto, la Banca popolare di Vicenza ha deciso di trasferire a Prato alcune delle opere d'arte originariamente esposte a Palazzo degli Alberti e che furono...
PRATO. Con un tempismo quantomeno sospetto, la Banca popolare di Vicenza ha deciso di trasferire a Prato alcune delle opere d'arte originariamente esposte a Palazzo degli Alberti e che furono spostate in altre sedi della banca su disposizione dell’allora presidente Zonin nell’estate del 2013.
Si tratta di undici dipinti, di cui otto notificati dalla Soprintendenza, che erano collocati nella sede di Roma della Banca. «Le opere - spiega una nota della BpVi - spaziano dal Seicento all'Ottocento con soggetti di vario genere - scene religiose, nature morte, paesaggi - e attribuiti ad autori sia italiani che d'oltralpe. La banca, in linea con la disponibilità già manifestata alle istituzioni ed alla comunità pratese in occasione dell'incontro tenutosi lo scorso gennaio, ha stabilito di riportare i dipinti a Prato per dimostrare la volontà di ricostruire il dialogo e la fiducia con il territorio, nel rispetto dei vincoli e delle modalità auspicate dalla Soprintendenza, in merito ai quali la banca sta comunque effettuando le dovute valutazioni nell'ambito delle interlocuzioni in corso con le autorità stesse».
«Riportare questi quadri a Prato per noi significa onorare un impegno preso con la città, le istituzioni e la comunità - dichiara Gianni Mion, presidente di BpVi - Il territorio di Prato è strategico per noi ed essere banca al servizio di un territorio vuol dire anche valorizzarne e sostenerne la cultura, l'arte e la tradizione».
L’intento dei nuovi vertici della banca è di fatto alla luce del sole: sono giorni decisivi per convincere il maggior numero di risparmiatori pratesi a non fare causa alla banca per le azioni svalutate e la restituzione di una parte dei quadri, che peraltro sarebbe avvenuta comunque in forza di una notifica della Soprintendenza fiorentina, viene giocato in questa partita come un’ulteriore spinta per recuperare un rapporto di fiducia che sembrava (o era) irrimediabilmente compromesso.
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