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Prato

La “casa di vetro” nel Parco centrale Ecco il progetto

La “casa di vetro” nel Parco centrale Ecco il progetto

Presentato il Comune l’elaborato definitivo ma l’abbattimento del vecchio ospedale ritarda

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PRATO. Un padiglione di solo vetro con pilastri che percorrono il perimetro dell’edificio, «senza un mattone». Un parallelepipedo “leggero” e trasparente a un piano, di1.500 metri quadrati di coperto, al posto di 40.000 metri cubi di cemento sviluppati su sette piani d’altezza. Un bel cambiamento.

E’ una parte del progetto definitivo del Parco centrale di Prato presentato ieri in Comune dai progettisti Paolo Brescia e Paola Berlando dello studio Obr di Milano, vincitori, il primo ottobre dell’anno scorso, con l’architetto paesaggista francese Michel Desvigne, del concorso internazionale per la riqualificazione dell’area dell’ex Misericordia e Dolce. Dunque, si parte, soprattutto se l’abbattimento selettivo dell’edificio anni Sessanta di competenza dell’Asl, qualche mese in ritardo, recupererà sulla tabella di marcia.

Il parco in sè è quello già noto: sulla proiezione ortogonale dell’area e rispettando lo sviluppo del “cardo” e del “decumano” della città, nasceranno percorsi pedonali, prati, spazi attrezzati, aree per spettacoli (organizzati dal Metastasio piuttosto che dal centro Pecci), orti, aree giochi (anche per bambini disabili), creati e scanditi da siepi parallele (direzione Cicognini-mura) e da spazi con vegetazione “d’artista”. Lungo le mura, la via d’acqua e di fronte «a chiudere le quinte del parco» ha spiega l’architetto Brescia, il padiglione «che rappresenta la vera novità del progetto definitivo». E’ cambiato, rispetto al progetto preliminare «perché l’obiettivo - ha proseguito l’architetto - era di inserirlo ancora di più nel contesto del giardino, quasi a fonderli insieme».

Il padiglione è stato spostato in avanti, rispetto al Cicognini, creando una via di comunicazione, sul retro, tra gli Spedalinghi (all’esterno del parco) e piazza del Collegio. Inoltre l’area coperta, chiusa da una vetrata riflettente e o permeante, a seconda della luce, è stata diminuita così da creare una porticato profondo sei metri (la copertura, 2.500 metri quadri in tutto, sarà fatta con pannelli fotovoltaici) «così da rendere ancora meno netto il passaggio tra l’interno e l’esterno dell’edificio». Che sarà “vuoto”: «Uno spazio trasformabile a seconda delle necessità e modulabile attraverso pannelli mobili che scorreranno lungo guide sul soffitto». L’interno del padiglione - che comunque conterrà un auditorium con 360 posti a sedere, spazi co-working, sale espositive, un ristorante verso il lato che affaccia sugli edifici Asl e un bar verso piazza del Collegio- sarà trasformabile a seconda delle esigenze, della creatività e di ciò che ospiterà. «Il parco nasce per vivere ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni alla settimana - ha detto il sindaco Matteo Biffoni - e cambierà profondamente non solo l’area nella quale si inserisce ma tutta la città. E’ quel che volevamo: esteticamente bello ma altrettanto funzionale».

Lungo il lavoro per dare contenuti al “giardino di Prato”: «I progettisti - ha spiegato l’assessore all’ Urbanistica Valerio Barberis - hanno interloquito con gli enti, le associazioni e i cittadini che vivono attorno all’area ex Misericordia e Dolce per confrontarsi sulle funzioni da dare al parco e con tutte le maggiori istituzioni culturali cittadine che svolgeranno parte delle loro attività nell’area». Un lavoro di cesello che ha dato risultati: i giardini di Sant’Orsola diventeranno una parte del Parco centrale e le attività che svolge il Consorzio Santa Trinita, verranno sviluppate nel Parco. Idem per il progetto Prama nella palazzina ex Avis che si occupa del recupero dei bambini disabili: la palazzina diventerà uno degli edifici del parco e le attività si svolgeranno anche nell’area adiacente dove verranno collocati giochi per bambini disabili. Non solo pero, perché il Metastasio ha dato l’ok per organizzare spettacoli “en plein air”, in particolare Contemporanea, c’è la volontà di portare nel Parco musica e concerti e dal Centro di arte contemporanea arriveranno installazioni e opere d’arte da collocare tra siepi e spazi verdi. Cosa dicono i cittadini? «Lo sforzo che stiamo facendo è quello di coinvolgerli il più possibile - ha spiegato di Barberis - anche per attenuare dubbi e timori che diminuiranno più il processo di conoscenza aumenterà. Il parco è fatto per loro e spetterà a loro, primi tra tutti, sentirlo proprio e farlo vivere».

Sui tempi il calendario è serrato: alla fine dell’estate il progetto esecutivo del parco sarà pronto, ma sarà necessario attendere la demolizione dell’ex ospedale: a fine marzo il progetto definitivo, poi l’appalto e un anno per eliminare, pezzo dopo pezzo, l’edificio. Il cantiere non potrà essere aperto prima del settembre 2018. Sui costi, invece è tutto chiaro: «Per la realizzazione del parco - ha spiegato il dirigente Massimo Nutini - l’investimento è di 7 milioni e mezzo, 12 è costato il terreno e 5 milioni andranno (competenza Asl ndr) per l’abbattimento».

Cristina Orsini

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