Il Tirreno

Prato

Guerra di striscioni contro Terna - Foto

di Fabrizia Prota
Guerra di striscioni contro Terna - Foto

Prato, i residenti di Fabbro e Moschignano mobilitati per dire “no” alla nuova stazione elettrica

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CANTAGALLO. Il Fabbro ribadisce il suo "No" alla nuova stazione elettrica di Moschignano e lo fa appendendo striscioni di protesta nella frazione del Comune di Cantagallo adiacente all'area (nel territorio di Vaiano) dove è allo studio di Terna la realizzazione dell'opera.

«Uno striscione per ogni terrazzo» il nome dell'iniziativa, che ha visto in questi giorni Il Fabbro (ma anche Moschignano) popolarsi di striscioni realizzati dai residenti del luogo. Teli bianchi e bombolette alla mano, nel pomeriggio di domenica scorsa si sono radunati nel campo davanti ai condomini di via Firenzuola per mettere nero su bianco il proprio dissenso.

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«È stata una bella giornata - spiega Francesco Pacini, portavoce del gruppo di residenti de Il Fabbro contrari alla costruzione della stazione elettrica, confluito nel vaianese Comitato No SEV -, che ha coinvolto tutte le persone disposte a dare la loro mano contro l'orribile proposta di Terna. C'è stata grande partecipazione, circa una sessantina le persone coinvolte, sia da parte dei cittadini de Il Fabbro che di Vaiano. Anche loro infatti si sentono minacciati da questa "presenza". Oltre ai rischi per la salute che la nuova stazione elettrica comporterebbe, che sono la nostra prima preoccupazione - continua Pacini - non dobbiamo infatti dimenticare anche la perdita di valore di case e capannoni della zona che l'opera provocherebbe (alcuni proprietari di immobili industriali ci hanno già detto che, nel caso la stazione venga realizzata, i loro affittuari se ne andranno, portando via con sé anche posti di lavoro ndr) e i disagi dovuti ad un cantiere che durerà a lungo: sulla strada per Moschignano e nel centro di Vaiano sarà un via vai continuo di camion e autotreni. In più, la stazione sarà illuminata a giorno 24 ore su 24 e sarà fonte di inquinamento acustico. Insomma si creerebbe un effetto domino negativo - conclude - che va valutato bene».

"Stazione elettrica Terna inutile disastro" o "Il Fabbro dice no a Terna" alcuni degli slogan scritti sugli striscioni (una cinquentina quelli realizzati, non ancora tutti appesi). Ma il gruppo di residenti (tra le 150 e le 200 in tutto le famiglie della frazione, quasi tutte aderenti alla protesta) sta già programmando le prossime iniziative: una raccolta firme e una serie di eventi conviviali, rivolti anche alle famiglie.

«I nostri figli sono i primi a subire il progetto di Terna - spiega Pacini - È quindi una lotta che coinvolge tutti, ma deve farlo anche in maniera giocosa. Il nostro obiettivo è tenere la guardia alta e vigilare sulle prossime mosse di Terna, come in una partita a scacchi. Per fare questo però abbiamo bisogno dell'appoggio delle istituzioni, sia dell'amministrazione comunale di Cantagallo che di quella di Vaiano, soprattutto nel momento in cui verrà depositato un eventuale progetto».

Non è stata infatti ancora presentata al ministero dello Sviluppo Economico da parte di Terna la variante di progetto rispetto a quello iniziale, in autorizzazione dal 2014, che localizzava la nuova stazione al Pozzino, tra Savignano e Sofignano, la quale sposterebbe ufficialmente la progettazione dell'opera a Moschignano. L'ipotesi è stata presentata dall'azienda ai cittadini il 10 febbraio scorso a Vaiano.

Terna fa sapere che adesso i tecnici stanno valutando e rispondendo alle osservazioni avanzate dai cittadini e che, una volta conclusa questa fase e ultimati gli studi necessari, presenterà la variante al Ministero. La documentazione progettuale verrà poi depositata ai ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente e al Comune di Vaiano, l'avvenuto deposito verrà pubblicato sui quotidiani e, a partire da quella data, i cittadini avranno 30 giorni per esprimere le proprie osservazioni.

E intanto in Comune di Vaiano ha annunciato per l'8 aprile una giornata di studio aperta a tutti alla sartoria di via Aldo Moro, con l'intervento di esperti in ambito epidemiologico, del settore ospedaliero e tecnici dell'Arpat.

«È un momento che serve sia ai cittadini che alle istituzioni - commenta il sindaco Primo Bosi -. Non siamo informati su tante tematiche né ci possiamo accontentare di quello che si fa sapere Terna, è per questo che abbiamo bisogno dell'aiuto degli esperti per capire quali siano i rischi per la salute legati alla nuova stazione e se questa sia veramente indispensabile. L'obiettivo è uscire da questa giornata con le idee più chiare per poter prendere una decisione».

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