Il Tirreno

Prato

Forse un negozio di moda nell'ex cinema Cristall

di Maria Lardara
Forse un negozio di moda nell'ex cinema Cristall

Prato, l’ex sala cinematografica di Corso Mazzoni, chiuso da 14 anni, potrebbe riaprire con una destinazione commerciale

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PRATO. Ascesa e caduta del grande schermo dentro le mura. Antiche sale che hanno spento le luci oppure cambiano pelle, vendono l'anima al commercio oppure diventano palcoscenico per spettacoli e concerti. È un'asta giudiziaria a decretarne il destino, come nel caso dell'Excelsior che ha staccato la spina nel 2009: rinascerà con un'altra veste, probabilmente alla fine del 2018 grazie a una cordata di imprenditori fiorentini e pratesi. In altri casi, è la burocrazia dell'urbanistica a metterci lo zampino.

Così, il tentativo di cambiare volto all'ex Cristall di corso Mazzoni si sta trasformando in una specie di telenovela per la proprietà, la famiglia pratese Becherucci, che attende ora il disco verde del consiglio comunale (tra fine marzo e gli inizi di aprile) per l'adozione della variante al piano di recupero: il cambio di destinazione d'uso, da servizi culturali a commerciali, era stato licenziato dalla commissione urbanistica nel maggio 2016 ma un ulteriore secondo passaggio è stato fatto nuovamente in commissione a gennaio di quest'anno.

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Due le novità: la monetizzazione degli standard urbanistici che consente di liberare risorse finanziarie per il Comune (si parla di 50mila euro da reinvestire nel rifacimento di alcune strade del centro storico tra cui piazza Santa Maria in Castello) e l'eliminazione del solaio centrale. In ballo ci sono 300 metri quadri al piano terra (di cui 250 come superficie di vendita) e una piccola galleria al piano superiore da ristrutturare che fanno gola ad alcuni nomi importanti di attività commerciali.

L'ingegnere Federico Mazzoni, progettista che ha firmato due piani di recupero (il primo presentato durante la giunta Cenni, il secondo l'anno scorso con una variante che eliminava il soppalco e il frazionamento della sala rispetto alla prima versione), parla di «contatti estremamente approfonditi» tra la proprietà e alcuni soggetti interessati a prendere in affitto il prestigioso immobile. Di sicuro non si tratta del comparto alimentare (in passato si era parlato di un interessamento di Conad) e il fatto che rimarrà lì in piedi l'antico schermo del cinema Cristall che ha buttato giù la saracinesca nel 2003 lascia pensare che lì potrebbe aprire un'attività collegata alla moda.

Lo schermo, quasi a custodire nostalgicamente la memoria di un'epoca che non c'è più, si presta infatti per la proiezione di immagini di sfilate o di collezioni. In ogni caso, senza la definizione dell'iter urbanistico, l'immobile non potrà essere immesso sul mercato. «L'iter urbanistico è durato quasi dieci anni perché in Toscana abbiamo a che fare con procedure kafkiane», confessa sconsolato Mazzoni. Intanto il bandone rimane giù.

Non è il solo. L'ultima pellicola è stata proiettata al cinema Borsi di via San Fabiano nel 2013 (oggi sede della compagnia Pratoteatro), le luci dell'Excelsior si sono spente nel 2009, quelle del Centrale prima ancora che aprisse la libreria Soprattutto libri poi rilevata da Giunti. Resistono il cinema Eden di Eros Ossani, trasformato a suo tempo una piccola multisala moderna dentro le mura al passo con la rivoluzione digitale, e la sala Terminale in via Carbonaia. Per gli altri, i titoli di coda sono già passati da tempo.

 

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