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Prato

Caverni: «Assurdo incolparmi se la Lam non funziona»

Caverni: «Assurdo incolparmi se la Lam non funziona»

Messo sotto accusa sul trasporto, l’ex assessore rilancia «Da parte di Comune e Cap sono mancati gli investimenti»

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PRATO. «Se il tram fiorentino fosse arrivato fino a piazza della Signoria, magari togliendo la statua del Biancone, forse il collegamenti col centro di Firenze funzionerebbero meglio». Ci scherza sopra Roberto Caverni, ex assessore alla mobilità della giunta Cenni, tirato in ballo senza mezzi termini dal suo collega attuale Filippo Alessi e dalla Cap. Piazza della Signoria spunta fuori con un parallelismo volutamente paradossale, ma non troppo, con piazza delle Carceri, la cui ripavimentazione e chiusura al traffico - forse uno dei fiori all’occhiello della giunta di centro-destra - secondo l’attuale amministrazione e la stessa Cap, avrebbe distrutto il sistema di trasporto urbano centrato sulla rete Lam e fatto perdere il 20% (parole del direttore della Cap Alberto Banci) dei passeggeri all’azienda di trasporto.

«Sicuramente più avere influito per l’1% - si difende Caverni - ma è evidentente che il calo dei passeggeri è un fenomeno fisiologico avvenuto, in tempi di crisi, anche in molte altre città italiane. Verrebbe da chiedersi perché dopo la ripaventazione della piazza non è stato fatto nulla per modificare la rete di trasporto. La Cap in cinque anni ha investito solo 700.000 euro, pur avendo avuto 50 milioni di sovvenzioni pubbliche: non hanno investito neanche l’1%. E non c’è stata progettazione da parte del Comune».

Caverni ricorda come l’operazione Carceri sia stata completata pochi giorni prima della fine della legislatura e ciò nonostante «ci siamo impegnati per trovare una soluzione alternativa alle corse bus che arrivavano all’ospedale, con la Lam arancione. Altre soluzioni andavano adottate dalla giunta subentrante, non da noi. Io non mi pento neanche un po’ di aver chiuso piazza delle Carceri, anzi ne sono orgoglioso. Quella era la priorità e su quella poi si doveva adeguare il trasporto pubblico, che non deve essere per forza “uber alles” rispetto al resto». Nonostante la stoccata sugli investimenti mancati, Caverni giustifica, almeno in parte la Cap: «Non voglio dare colpe a nessuno, ho solo esposto quello che è successo. La Cap probabilmente non ha neanche potuto investire come avrebbe voluto perché si è trovata ad affrontare per qualche anno le beghe della gara per il trasporto pubblico». L’ex assessore è meno morbido col suo attuale collega Filippo Alessi, convinto che la chiusura della piazza delle Carceri andasse fatta indipendentemente dal trasporto pubblico, ma poi la soluzione andava trovata subito: «Perché aspettare due anni e mezzo di legislatura per fare queste sparate?»

Francesco Albonetti

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