La manifestazione
Il saluto a Sangermano: «Ci mancherai»
PRATO. «Noi magistrati siamo impegnati a portare la razionalità nel caos della vita, ma il diritto senza coscienza è solo un algoritmo». Lo ha detto Antonio Sangermano, da qualche giorno a capo della...
PRATO. «Noi magistrati siamo impegnati a portare la razionalità nel caos della vita, ma il diritto senza coscienza è solo un algoritmo». Lo ha detto Antonio Sangermano, da qualche giorno a capo della Procura della repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Firenze nel saluto ai colleghi di Prato col quale ha condiviso, in qualità di sostituto procuratore, gli ultimi anni della sua vita professionale. Nell’aula collegiale al secondo piano del Palazzo di giustizia sono stati in tanti ad ascoltare il saluto di Sangermano e a esprimere sentimenti di stima. La parola più ricorrente negli interventi è stata “passione”, quella che da più parti viene riconosciuta al nuvo capo della Procura dei minori. Non banali i saluti del presidente del Tribunale Nicola Pisano, del procuratore capo Giuseppe Nicolosi, del presidente della sezione penale Silvio De Luca, del presidente dell’Ordine degli avvocati Lamberto Galletti. Anche il sindaco Matteo Biffoni ha voluto essere presente, insieme al sottosegretario Cosimo Ferri, per ricordare che Sangermano «ha voluto bene a questa città e se ne sentirà la mancanza».
L’appuntamento era fissato da tempo ma Sangermano ha rischiato di doverlo rimandare perché in questi giorni è stato investito da un ciclista mentre era sul marciapiede, si è rotto un braccio e si è dovuto sottoporre a un lungo intervento chirurgico. Nel suo commiato ha avuto una parola buona per tutti, per i colleghi e i collaboratori ricordati ognuno per nome, per i giudici, per gli avvocati. «Non li ho mai considerati nemici, non sono per il confronto muscolare, il pm che non prende atto della prova a discolpa è un pessimo pm» ha detto rivolgendosi anche all’avvocato Manuele Ciappi prendendolo ad esempio di un difensore energico e tenace. E ha rivendicato anche i buoni rapporti col sindaco: «Perché dobbiamo nascondere che le cose sono migliorate? Non è un giudizio politico, ma civico». L’unica piccola stoccata all’ex procuratore capo Tony: «Non condivido una parola di quello che ha scritto (in un recente libro sulla magistratura, ndr) ma l’idea di lui che cammina sulla spiaggia del Lido di Venezia mi rende felice». (p.n.)
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