Il Tirreno

Prato

Gli studenti pratesi nelle terre straziate dalle mafie

di Fabrizia Prota
Gli studenti Francesco Crucioli, Sara Zampini e Marco Leporatti
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Gli studenti Francesco Crucioli, Sara Zampini e Marco Leporatti

Prato, dal 26 febbraio al 3 marzo i ragazzi di tre classi dell’istituto Gramsci-Keynes sono stati in Sicilia per visitare i luoghi significativi della lotta alla mafia e conoscere le persone impegnate in questa battaglia

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PRATO. Un viaggio per toccare con mano e comprendere le ferite delle terre straziate dalle mafie. È quello che hanno compiuto nelle scorse settimane, insieme all'associazione Libera, 42 studenti dell’istituto Gramsci - Keynes. Dal 26 febbraio al 3 marzo i ragazzi, appartenenti a tre classi dell’istituto (3° AL, 3° CL e 2° AE), coordinati dal professor Luca Cappelli, sono stati in Sicilia per visitare i luoghi significativi della lotta alla mafia e conoscere le persone impegnate in questa battaglia.

«È stato il coronamento di un percorso cominciato ad ottobre e che coinvolge buona parte dell’istituto - spiega la dirigente scolastica Grazia Maria Tempesti -. L’obiettivo è far capire ai ragazzi quanto sia importante essere artefici di legalità ed educarli a costruire una società più giusta. La legalità infatti non passa attraverso la repressione, ma tramite un processo educativo e una formazione delle coscienze».

La Bottega dei saperi e dei sapori della legalità, nel cuore di Palermo, uno dei primi negozi della città sottratti alla criminalità, o la Cantina I Cento Passi, terreno dove viene prodotto l’omonimo vino, che prima apparteneva al boss Giovanni Brusca, tra i luoghi visitati dai ragazzi. E poi via D’Amelio, nel ricordo di Paolo Borsellino, il monumento di Capaci, l’Albero Falcone, simbolo della lotta alla mafia di fronte alla casa del magistrato assassinato da Cosa Nostra, e ancora, il memoriale di Portella della Ginestra, luogo della prima strage di Stato italiana per mano mafiosa.

«Andare in questi posti ci ha mostrato che la mafia esiste davvero - commenta Francesco Crucioli, alunno della 3° AL -. Un conto infatti è vederla in televisione o sentirne parlare, un altro è vedere da vicino i luoghi dove le cose sono realmente successe. Anche se la Sicilia non è solo mafia, ma anche una terra bellissima».

Gli studenti hanno inoltre visitato, dopo aver ascoltato la testimonianza della scrittrice Gabriella Ebano, la casa di Peppino Impastato, a Cinisi, ed hanno percorso i cento passi dell’omonimo film di Marco Tullio Giordana sulla vita del giornalista assassinato. Il gruppo ha poi incontrato Davide Licari, sindaco di San Giuseppe Jato, città legata a Prato da un patto d’amicizia.

«È stata un’esperienza molto bella - raccontano Marco Leporatti (2° AE) e Sara Zampini (3° CE) -. Abbiamo visto un mondo che non avevamo mai conosciuto e quello che ci è rimasto è la speranza di poter cambiare la situazione, perché ogni cittadino può fare qualcosa, per quanto sia necessario coraggio». Per il viaggio, improntato al turismo responsabile, sono state inoltre scelte tutte strutture aderenti al circuito Addiopizzo.
L’esperienza fatta dalle tre classi si inserisce all’interno del progetto “La legalità del Noi”(dal titolo dell’omonimo libro di Gianni Bianco e Giuseppe Gatti), promosso dal professor Giuseppe Consentino, che coinvolge oltre 400 alunni di 22 classi dell’istituto.

«La legalità non è solo appannaggio della macchina di giustizia, ma riguarda tutti noi - spiega Consentino - . I ragazzi devono rendersi conto che le scelte che facciamo incidono anche sugli altri».
Una rappresentanza dell’istituto parteciperà alla manifestazione regionale di Libera in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie in programma martedì 21 marzo a Prato.

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