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Il fioraio ferito: «Lo rifarei mille volte»

Il fioraio ferito: «Lo rifarei mille volte»

Parla il trentacinquenne che ha difeso la madre e la sorella da un rapinatore che fuggendo gli ha sparato a una gamba

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PRATO. «Ho visto quell’uomo che dava una sberla a mia madre e non ci ho visto più, l’ho agguantato per il collo...».

Lorenzo Meoni, 35 anni, comincia solo ora a rendersi conto di quello che è successo mercoledì sera in via Zarini, dove un rapinatore armato di pistola ha dato l’assalto al negozio di fiori della sorella Maria Elena, di dieci anni più grande, e ha ferito con un colpo di pistola alla gamba sinistra il fratello che tentava di allontanarlo. Solo ora, steso su un letto del reparto di Ortopedia dell’ospedale Santo Stefano, mentre risponde alle domande dei carabinieri, capisce che poteva andare anche peggio, perché quella pistola che in tanti casi di rapina si rivela un giocattolo stavolta era vera, una calibro 38, capace di uccidere. Non è detto che il bandito in fuga volesse davvero ammazzarlo, ma non sarebbe stata la prima volta che ci scappa il morto accidentale durante le concitate fasi di una rapina.

«Ero passato dal negozio per fare una consegna - racconta Lorenzo - e quando sono tornato ho visto la porta d’ingresso chiusa, una cosa strana perché la lasciamo sempre aperta. Attraverso il vetro ho visto uno che dava una sberla a mia madre, sono entrato e l’ho agguantato per il collo, trascinandolo fuori dal negozio. Lui si è divincolato. In quel momento non ho sentito lo sparo, all’interno, lo ha sentito solo mia madre. Allontanandosi, il bandito ha sparato altri due colpi, io l’ho rincorso per qualche passo, prima di accasciarmi a terra».

Perché uno di quei due colpi lo ha raggiunto alla gamba sinistra, poco sopra il ginocchio. Una fortuna nella sfortuna, perché il proiettile non ha preso la rotula e ha evitato anche l’arteria femorale. La ferita si è cauterizzata nel giro di pochi secondi, tanto che in un primo momento si era pensato fossero stati usati proiettili di gomma.

«Solo al secondo sparo mi sono reso conto che quell’uomo aveva una pistola in mano - spiega Lorenzo Meoni - quando ho sentito un forte dolore alla gamba. Non mi sarei mai aspettato che fosse armato».

Una reazione d’istinto, insomma, quella del giovane fioraio, per proteggere la madre e la sorella che erano all’interno del negozio. A mente fredda però non ha cambiato idea. «Certo che lo rifarei - assicura - Anche mille volte. In realtà non ho avuto paura, ero cosciente di quello che stava succedendo, solo non avevo realizzato che quello aveva una pistola».

Lorenzo Meoni è stato poi soccorso da una volontaria della Croce d’Oro che si è trovata a passare sul posto, prima dell’arrivo dell’ambulanza della Misericordia che lo ha trasportato in ospedale, dove gli hanno sistemato la gamba, forse in vista di un’operazione successiva.

I carabinieri sospettano che il bandito avesse un complice ad attenderlo all’esterno, ma Lorenzo non ha fatto in tempo a vedere persone sospette. È stato subito attorniato dalla sorella, dalla madre e dai primi soccorritori, ancora increduli che un fatto del genere potesse essere accaduto poco dopo le otto di sera in una strada trafficata come via Zarini, con un uso della violenza che pare francamente sproporzionato rispetto all’obbiettivo della rapina a un negozio di fiori.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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