Sicurezza
I malviventi forse erano due e hanno esploso tre colpi
PRATO. È un proiettile a ogiva compatibile con una pistola calibro 38 quello sparato dal rapinatore a una gamba del fratello trentacinquenne della titolare mercoledì sera al negozio “Il Chiosco...
PRATO. È un proiettile a ogiva compatibile con una pistola calibro 38 quello sparato dal rapinatore a una gamba del fratello trentacinquenne della titolare mercoledì sera al negozio “Il Chiosco Fiorito” di via Zarini. I carabinieri di Prato lo hanno accertato qualche ora dopo la rapina, quando la gamba dell’uomo aveva cominciato a sanguinare. La vittima, Lorenzo Meoni, è stata operata nella notte all’ospedale San Jacopo per l’estrazione del proiettile. Le sue condizioni sono buone, ma nei prossimi giorni dovrà essere sottoposto ad un ulteriore intervento per ricomporre la frattura alla tibia procurata dallo sparo. È stata tanta l’adrenalina prodotta per quello che stava accadendo, che subito dopo aver ricevuto il colpo neppure l’uomo si è reso conto della gravità della lesione prodotta dal proiettile. La ferita si è richiusa subito a causa del calore prodotto dallo sparo a bruciapelo, che l’ha cauterizzata ingannando gli stessi soccorritori, che in un primo tempo hanno visto solo l’ematoma prodotto esternamente, pensando così alla ferita provocata da un’arma giocattolo che spara proiettili di gomma.
I carabinieri hanno anche accertato che da quella pistola sono partiti non uno, ma tre colpi: oltre a quello che si è conficcato nella gamba del commerciante, anche altri due sparati a terra fuori dal negozio, quando la vittima, nonostante la ferita subita, ha tentato di inseguire il rapinatore per qualche centinaio di metri. Gli accertamenti balistici sono stati affidati ai carabinieri del Ris.
Gli inquirenti pensano, inoltre, che i rapinatori possano essere due, uno dei quali faceva il palo all’esterno. Stanno acquisendo i filmati di alcune telecamere di video-sorveglianza che ci sono nella zona di via Zarini. Il malvivente entrato nel negozio di fiori viene descritto come un uomo di 45-50 anni, basso di statura e di corporatura esile, con accento italiano del Sud. Un caso fortuito vuole che i carabinieri siano intervenuti con grande prontezza, appena qualche minuto dopo che si era consumata la rapina, intorno alle 20,30 di mercoledì 8. Infatti, si trovavano già nella zona dopo la segnalazione di una lite in un giardino pubblico che si trova poco distante dal negozio di fiori. Ma non è da escludere che quella lite sia nata proprio da uno dei rapinatori che durante la fuga si è trovato di fronte un ignaro passante e gli ha puntato la pistola contro.
La dinamica di questa rapina, come altre avvenute di recente in una fiaschetteria e in una farmacia, preoccupa le forze dell’ordine: si tratta di persone non professioniste ma pericolosamente armate, il cui comportamento può essere imprevedibile. (f.a.)
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