Falsi incidenti stradali, indagati medici e avvocati
La Procura di Prato contesta a un carrozziere di Montemurlo di aver messo in piedi un’associazione a delinquere per truffare le compagnie assicurative
PRATO. Quando andremo a rinnovare la polizza Rc Auto e ci sentiremo chiedere qualche centinaio di euro in più rispetto a quello che paga ogni anno un nostro amico a Siena o a Pistoia converrà ricordare quanto sta emergendo da un’inchiesta della Procura di Prato che si è chiusa in questi giorni e che ipotizza un’associazione a delinquere tra un carrozziere, alcuni medici, avvocati e falsi testimoni finalizzata a fabbricare falsi incidenti o a gonfiare sinistri altrimenti banali. Perché se quanto contestato dalla Procura agli indagati risulterà vero, sarà l’ennesima spiegazione del perché le polizze a Prato costano così tanto, in media 831 euro l’anno, il 58% in più della media italiana secondo una recente indagine dell’osservatorio Facile.it.
Il sostituto procuratore Egidio Celano ha inviato l’avviso di chiusura indagini a 26 persone, tutte accusate di aver fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata alle truffe ai danni delle compagnie assicurative. L’indagine è ancora coperta da un certo riserbo e finora è trapelato solo il nome di colui che secondo la Procura sarebbe il promotore dell’associazione. Si tratta di Rosario Lo Porto, titolare fino al 2011 della carrozzeria Nuova San Giorgio in via Fornacelle 7 a Montemurlo. Fino al 2011 perché il 30 dicembre di quell’anno la società è stata messa in liquidazione volontaria.
E risalgono al periodo compreso tra il 2010 e il 2011 gli episodi sui quali ha acceso i riflettori la magistratura. In particolare 11 incidenti stradali con danni liquidati nell’ordine dei 5-6.000 euro che in realtà, sempre secondo gli inquirenti, potrebbero essere stati gonfiati o inventati. Tra i 26 indagati, oltre al carrozziere, figurano quattro avvocati, ben 11 medici e 10 falsi testimoni. Il fatto che non ci sia nemmeno un perito assicurativo fa pensare che forse il guadagno illecito, se c’è stato, veniva realizzato sui danni fisici più che su quelli alla carrozzeria delle vetture. Ai medici dunque verrebbe contestato di aver compilato falsi certificati, mentre agli avvocati civilisti che hanno curato le pratiche assicurative di aver utilizzato quella decina di falsi testimoni.
L’inchiesta sarebbe nata da una “soffiata” su alcuni sinistri sospetti, che ha indotto la polizia giudiziaria a convocare i protagonisti e i testimoni di quegli incidenti. Testimoni che avrebbero ammesso di aver raccontato una dinamica diversa da quella reale. Il dato negativo di questa inchiesta è che, come detto, i fatti risalgono al biennio 2010/2011 e il fascicolo viene chiuso solo ora, quando molti dei reati sono vicini alla prescrizione. L’obbiettivo della Procura è di arrivare a una definizione del processo almeno in primo grado, che consentirebbe alle assicurazioni di chiedere un risarcimento.
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