Il dolore
Contro il gioco d’azzardo regole e sanzioni più severe
Prato, nuovo regolamento del Comune su centri scommesse, sale vtl e slot machine.Il sindaco Matteo Biffoni: «L’obiettivo è contrastare in ogni modo il rischio della ludopatia»
PRATO. Più stringente della legge regionale. E con obiettivo dichiarato: «Contrastare il più possibile il rischio della ludopatia». E’ il nuovo regolamento del Comune per l’esercizio del gioco (sale Vtl, slot machine e ogni esercizio dove avvengono scommesse, gioco ai cavalli compreso, esclusi Bingo, Lotto e Tototcalcio e gratta e vinci») passato in commissione uno, presidente Rosanna Sciumbata, all’unanimità e arrivato in consiglio comunale ieri per l’approvazione. «Un lavoro difficile - ha spiegato il sindaco Matteo Biffoni - perché si è trattato di normare, mettendo dei paletti, un’attività lecita, ma sulla quale abbiano cercato meccanismi che scoraggino il passaggio da un gioco d’azzardo accettabile a uno patologico». Un lavoro di squadra, quello compiuto dal Comune di Prato, sul quale, con il contributo delle commissioni 1 e 2, ha lavorato lo staff dell’assessore al commercio Daniela Toccafondi (con i tecnici Alessandro Golin e Michela Lilli) che per arrivare a scrivere i 17 articoli del nuovo regolamento ha interloquito per mesi con Regione, Monopolio di Stato, il Servizio tossicodipendenzne di Prato (Serd). Il risultato è una piattaforma di principi, esclusioni, divieti che verrà presentata questa mattina ad Anci regionale. «Perché il problema della ludopatia esiste ed è di dimensioni preoccupanti» ha sottolineato Toccafondi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.15003149:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15003149:1652402762/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
I numeri. Nel 2007 erano 4 i casi di dipendenza segnalati al Servizio tossicodipendenze, nel 2015 sono saliti a 172 e nei primi sei mesi del 20016 si sono registrare altre 13 casi. «Un trend in costante aumento» ha detto Sciumbata. La dipendenza, secondo i dati Serd, riguarda prevalentemente gli uomini: dei 34 casi presi in carico dal servizio nel 2013, 34 riguardavano uomini e 7 donne; nel 2015 con 24 nuovi casi di dipendenza le proporzioni non sono mutate: 21 uomini e 3 donne. L’età media resta costante: 48 anni.
I luoghi sensibili . «E’ necessario un regolamento a maglie strette - hanno premesso Toccafondi e Sciumbata - che ha finalità di prevenzione della malattia e di formazione in particolare per le nuove generazioni». Per questo se la distanza minima dai luoghi sensibili di esercizi con apparecchiature per il gioco d’azzardo, così come vuole la legge regionale, resta di 500 metri, nel regolamento di Prato aumentano le esclusioni: niente “macchinette” vicino a scuole, chiese, strutture per anziani e ricreative (legge regionale) ma niente macchinette anche vicino a scuole dell’infanzia, oratori, discoteche, biblioteche, musei, giardini pubblici di via Colombo, via del Guado, viale Montegrappa, la Passerella, il parco ex Ippodromo, Villa Fiorelli, ospedali, ambulatori medici, centri di primo soccorso, centri recupero psichico, case di cura, Rsa. Non solo divieto di aprire centri scommesse nelle stazioni (alla centrale ci sono due postazioni) o fermate ferroviarie e terminal di autobus. Tra le novità «ed è un punto a cui tengo molto» ha detto Biffoni, azzardo off limits vicino a banche, sportelli bacomat e uffici postali; in ogni edificio pubblico (sedi di partecipate comprese) e il divieto di aprire nuove sale scommesse viene esteso a tutto il centro storico.
I divieti. Lungo è anche il capitolo dei divieti: niente pubblicità del gioco su tutto il territorio comunale; scommesse vietate ai minori di 18 ani; niente insegne o cartelli che indichino luoghi di gioco; vietate le “macchinette” fuori dai locali; obbligatorio che all’interno delle sale sia ben visibile il materiale informativo dell’Asl sui rischi della ludopatia.
Parola d’ordine: disincentivare. C’è un punto del regolamento che è particolarmente insidioso per chi gestisce slot, sale Vtl o centri scommesse ed è quello che stabilisce l’ambito di applicabilità delle norme: perché se è vero che il regolamento comunale non è retroattivo e quindi non riguarda la dotazione esistente di “macchinette” in città (sono migliaia ed è in corso un censimento) è altrettanto vero che “la carta” stabilisce che le restrizioni vengano applicate a ogni nuovo apparrecchio installato, ma anche a tutti quelli che vengono sostituiti, nel caso di trasferimenti di sede o di cambio del gestore. «Con queste prescrizioni - fa notare Toccafondi - siano convinti che in un lasso di tempo medio-lungo, i centri scommesse e le apparecchiatura per il gioco d’azzardo possano calare sensibilmente». Inoltre i locali che installeranno video poker o similari non otterranno, in nessun caso, il patrocino del Comune.
Bastone e carota. Al contrario i locali virtuosi, che hanno messo al bando le “macchinette”, otterranno un “bollino” d’eccellenza che verrà disegnato dai ragazzi delle scuole su concorso di idee lanciato dal Comune. Un aiuto è previsto anche a chi, a causa del disseto finanziario provocato dal gioco patologico, chieda sovvenzioni, per sè o per la famiglia, all’amministrazione. Che li concederà solo dopo che il soggetto richiedente si sottoporrà a un percorso terapeutico e di riabilitazione.
Multe. Infine le multe: nel Testo Unico degli Enti Locali sono previste sanzioni, per chi viola le prescrizioni del regolamento, da 25 a 500 euro. Secondo il regolamento del Comune di Prato il minimo, in particolare, è troppo basso. «Per questo motivo - conclude l’assessore Toccafondi - la giunta comunale, con una propria delibera, alzerà il tetto minimo portandolo molto vicino al massimo: 400 euro».
Il regolamento sul gioco lecito by CristinaOrsini on Scribd
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
