Sicurezza
La conta dei danni da Comeana fino a Bacchereto
Fiumi di acqua e fango hanno invaso le strade, crollati terrapieni, muri a secco e allagati scantinati e il circolo Arci
CARMIGNANO. Il giorno dopo la bomba d'acqua che lunedì notte si è scaricata sul Montalbano la lista dei danni si allunga, anche se alla fine sono tutto sommato lievi. Sembrava che l'unica frazione ad essere stata colpita fosse all'inizio Comeana, con allagamenti in via Montefortini, il crollo del muro e di un terrapieno di una villa che si affaccia su via Volta, a due passi dalla centralissima piazza Battisti. Il fango aveva ostruito le fogne e l'acqua a quel punto ha invaso i locali del circolo Arci lì davanti. Sotto i detriti era rimasta anche un'auto. Invece l'acqua nella notte era arrivata copiosa anche a Bacchereto, in collina. Via Fontemorana, raccontano gli abitanti, in meno di un'ora si è trasformata in un fiume in piena. C'è un fosso che attraversa la strada, intubato: ha tracimato e chi abita al piano terra si è trovato in men che non si dica con l'acqua in casa. C'è chi con prontezza d'animo ha sfilato la porta del salotto dai cardini e provato in questo modo a far argine. Altri si sono ritrovati il giardino trasformato in una piscina e per svuotarlo è stato necessario abbattere parte del muro. La mattina, nella via, l'acqua non c'era più ma la carreggiata era ancora piena di fango e detriti. Ha retto fortunatamente il muro del camminamento della Rocca, il castello che domina dall'alto Carmignano e dove da oltre un anno si è aperta una crepa: a breve dovrebbero iniziare i lavori di ripristino. «La situazione lì è tranquilla» riferisce l'assessore alla cultura e alla protezione civile, Stella Spinelli. Purtroppo, come raccontiamo a fianco, non è andata così bene all'abbazia di San Giusto. «Il grave crollo della volta è un colpo al cuore» commenta il sindaco Edoardo Prestanti. L'abbazia era stata inserita di recente anche tra i luoghi del Cuore del Fai, quinta a livello regionale e trentesima in tutta Italia. Erano state raccolte, tra Prato e i comuni medicei, diecimila firme: un crollo che suona dunque ancor più beffardo. Smottamenti si segnalano pure in via fratelli Buricchi a Poggio alla Malva, in direzione della stazione ferroviaria di Comeana: un ciglio è venuto giù e i detriti hanno ostruito metà carreggiata, con obbligo di senso unico alternato. «Ci stiamo attivando per valutare un intervento di somma urgenza» dice ancora il sindaco. Risolta in mattinata invece la situazione in via Brunella e in via Arrendevole, ostruita dai rami del bosco trascinati sulla strada dalla furia dell'acqua che nella notte avevano bloccato tre auto. Preoccupazione anche per il lago di Castagnati, invaso artificiale della famiglia Contini Bonacossi che sovrasta a mezza collina Seano. Un suo cedimento avrebbe potuto provocare allagamenti nel paese. «Ma al sopralluogo fatto con i proprietari in nottata è risultato tutto a posto» racconta l'assessore Spinelli. Rimane l'ultima domanda: perché cigli e muri a secco crollano sempre più spesso? Colpa del clima che sta cambiando, si dice, ma forse anche di una manutenzione minuta del territorio che non c'è più, un tempo affidata agli agricoltori. Eppure i finanziamenti per una corretta manutenzione ci sarebbero. (w.f.)
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