Il dolore
Danni per un milione
Il sindaco Martini: «Teloni e ponteggi non dovranno restare per anni»
POGGIO A CAIANO. Forse Lorenzo Il Magnifico si rivolta nella tomba, vedendo com'è ridotta la villa che aveva commissionato a Giuliano da Sangallo. Forse avrebbe qualcosa da ridire agli organi competenti, Sovrintendenza e Polo museale, per quei 35 metri di muro venuti giù sotto la pioggia battente di lunedì scorso. O forse eviterebbe ogni polemica e finirebbe per sposare l'ammonimento di Marco Martini, il sindaco di Poggio a Caiano che l’altra notte non ha chiuso occhio per coordinare i soccorsi: «L'auspicio è che teloni e ponteggi non rimangano qui per anni: sarebbe inaccettabile». È il giorno dopo il crollo: un tiepido sole primaverile scalda la via intitolata al signore di Firenze che costeggia le mura crollate. Alle cinque di notte sono state portate via le carcasse delle sei vetture inghiottite da un fiume di fango mentre una ditta locale s'è prestata per spostare le antiche pietre franate e portarle al sicuro in attesa della ricostruzione. Ecco il tasto dolente. Tempo e soldi ci vorranno per rimarginare le ferita di un patrimonio Unesco che ha retto per oltre 500 anni e che in pochi minuti s'è rivelato più vulnerabile che mai. Tanti soldi, la stima approssimativa è di almeno un milione di euro per dare gambe alla ricostruzione con fondi statali. Dipenderà dalla perizia. E se da un lato il Mibact ha promesso l'arrivo di risorse immediate, la priorità è mettere in sicurezza le mura per evitare altri crolli. Ieri mattina l'architetto Stefano Veloci del Polo museale faceva su e giù con la squadra di tecnici per organizzare il cantiere che sarà messo su entro venerdì.
La messa in sicurezza viene classificata come "intervento di somma urgenza": il costo s'aggira intorno ai 25mila euro. «Servirà a sostenere i due speroni di mura collegati», spiega l'architetto Veloci. Con il progetto di ripristino sarà ripensato anche il sistema di regimazione delle acque con un tubo drenante lungo le murature che non andrà a intaccare le aiuole secolari Nel frattempo, ieri mattina è stato alleggerito il leccio che sovrasta il tratto di mura venuto giù alto circa 6 metri. Aspettando i finanziamenti da Roma, tre saranno le fasi necessarie per ricucire lo squarcio nel cuore della Storia: perizia, progettazione e approvazione della gara. «Non vogliamo che tutta questa attenzione finisca dopo il periodo dell'emergenza: la villa insiste sull'area del centro storico, è la porta d'accesso alle Scuderie Medicee», auspica il sindaco Martini. Una volta messe in sicurezza le mura, via Lorenzo Il Magnifico tornerà a essere transitabile mentre i venti posti auto ai piedi delle mura, dove lunedì sera sei automobilisti ci hanno rimesso la vettura, rimarranno un ricordo. Nel frattempo, per motivi di sicurezza, è stata disposta la chiusura del parco della villa.
Si parla di "bomba d'acqua". Fatto sta che è bastata un'ora di precipitazioni più abbondanti del solito per far franare 35 metri di muro. Pochi segni di crepe, nessun sentore che potesse capitare un cedimento del genere. Qualche anziano residente ricorda che l'ultimo intervento di manutenzione risale al 1964. L'architetto Veloci spiega che «potrebbero essersi costipati gli elementi drenanti come bocchette e pietre». Hanno retto per oltre 500 anni fino a capitolare sotto la furia dell'acqua. Secondo i tecnici del Polo, andrebbero ricostruiti questi elementi drenanti considerando che qualche bocchetta s'è ostruita nel corso degli anni, «un intervento costoso e complesso». Un drenaggio insufficiente dunque, tra le possibili cause del crollo. I tecnici stanno passando a raggi X anche il resto delle mura che circondano il quadrato dei giardini della villa, in tutto 400 metri all'incirca.
Il primo ad accorrere ieri mattina è stato il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, seguito a distanza di un'ora e mezza dalla vice presidente Monica Barni. E' lei a mantenere il filo diretto col Mibact. «Da Roma hanno già assicurato finanziamenti di urgenza. Come Regione vigileremo sui tempi e siamo pronti a dare fin da subito il nostro aiuto».
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