Il Tirreno

Prato

Tessuti e consigli dalle sorelle Scarlini - Foto

di Azelio Biagioni
Patrizia ed Elisabetta Scarlini
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Patrizia ed Elisabetta Scarlini

Il negozio di piazza Sant’Antonino accoglie clienti da 66 anni

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PRATO. La porta d'ingresso è posta in un angolo di piazza Sant'Antonino. Proprio per questo un tempo il negozio si chiamava "L'angolino del tessuto" per poi diventare dal 1980 "Tessuti sorelle Scarlini". Un'attività che esiste da 66 anni, nata come ingrosso e che oggi propone stoffe per la vendita al dettaglio. Nel negozio si respira quell'odore che solo i tessuti sanno dare e che sa di buono. Ma anche un altro senso viene invitato ad essere attivo nel locale: la vista. Stoffe di tutte le nuance: dai colori scuri a quelli chiari fino a quelli fantasia. A gestire il negozio dal 1980 ci sono le sorelle Patrizia ed Elisabetta Scarlini che hanno preso il posto del padre Esquilio.

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La storia. Era il 1951 quando lo zio paterno delle sorelle Scarlini aprì l'attività in piazza Sant'Antonino. Era solo una stanza e si trattava di vendita all'ingrosso di tessuti. «L'anno seguente - commentano Elisabetta e Patrizia - entrò in società anche nostro padre». Le signore mostrano una vecchia foto dove all'esterno del fondo si nota un triciclo: «Era il mezzo con cui nostro padre e nostro zio facevano le consegne - dicono - Oltre a questo fondo ne avevano un altro, in via Frascati. Noi eravamo piccole, frequentavamo le scuole medie e capitavamo in bottega e mettevano a posto e giocavamo anche con le pezze. Si può dire che ci siamo vissute qui dentro».

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Le due ragazze studiano, liceo scientifico entrambe, poi Patrizia si iscrive a Biologia che lascerà a metà percorso, mentre Elisabetta si laurea in farmacia. E' il 1978 e le due sorelle entrano in società (lo zio si era già ritirato) per due anni insieme al genitore, poi solo loro quando il padre decise di smettere. Inizialmente quando alla guida dell'attività c'erano i fratelli Scarlini venivano venduti tessuti di Prato, quindi lana cardata, panni, scozzesi e molti altri. «Il lavoro di mio padre e di mio zio - racconta Elisabetta - era quello di andare nelle ditte e poi spedivano le pezze in varie parti d'Italia con colli particolari».

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Il locale si allarga. Piano piano la bottega si allarga e dalla stanza iniziale se ne aggiungono altre: quella attigua che si affaccia sempre sulla piazza e un'altra interna. Ci sono ancora i tessuti di Prato oltre ad altri come maglia, lana e seta e anche fresco lana indicato soprattutto per abiti da uomo e vari tessuti per la realizzazione di camicie. La maggior parte dei tessuti proposti è per l'abbigliamento (che ovviamente variano in base alla stagione) ma ci sono anche quelli per l'arredamento della casa, dai tendaggi fino alle tovaglie.

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La clientela. Il negozio delle sorelle Scarlini ha una clientela fissa, signore che sanno ancora cucire e che amano realizzarsi da sole qualche capo da indossare, oppure le sarte che sanno che qui in piazza Sant'Antonino la qualità è di casa. La clientela è in prevalenza femminile ma c'è anche qualche uomo che va personalmente a scegliere il tessuto, ad esempio, per le proprie camicie o per i pantaloni. E poi i più giovani: «Ci chiedono tessuti particolari per qualche costume per dei travestimenti - dice Elisabetta - Inoltre serviamo anche stranieri che in visita a Prato si fermano da noi. Sono per lo più francesi e tedeschi che vogliono i prodotti naturali». «E poi - aggiunge la sorella Patrizia - ci sono le ragazze che frequentano le scuole di moda».

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Tessuti e tecnologia. «Qui da noi - sottolineano le Scarlini - c'è il rapporto umano. Consigliamo, indichiamo quale può essere un tessuto migliore per realizzare quel determinato indumento. Poi ci sono le clienti che ci mandano attraverso WhatsApp le foto di qualche modello e noi a nostra volta rimandiamo la foto del tessuto sempre attraverso il cellulare per capire se risponde alle esigenze del cliente». Le “affezionate" del negozio non abitano solo a Prato: ci sono signore che si sono trasferite in altre zone della Toscana e chi fuori regione, ma continuano a mantenere vivo il rapporto. Una foto arriva via WhatsApp e le sorelle Scarlini provvedono ad inviare il tessuto a destinazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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