Il Tirreno

Prato

Prende a bastonate una Lam

Prima parcheggia il furgone sulla corsia preferenziale poi si accanisce sul bus

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PRATO. Nell’album intitolato “Gli imprevisti del mestiere” l’autista della Lam blu che sabato pomeriggio transitava in via Filzi potrà aggiungere l’aggressione subìta da parte di un cittadino cinese. E gli è andata bene che a rimetterci sia stata soltanto la carrozzeria dell’autobus (La Cap ha fatto sapere che naturalmente richiederà i danni al cinese violento) colpita con uno sfollagente.

Ma facciamo un passo indietro. Intorno alle 16 di sabato scorso i carabinieri del Nucleo Radiomobile sono intervenuti invia Fabio Filzi alla fermata dell’autobus davanti al bar Cimbalino, dove un trentenne cinese, residente a Prato, prima aveva ostacolato il passaggio dell’autobus di linea partito da Maliseti parcheggiando il proprio furgone in mezzo alla strada per scaricare degli scatoloni, poi, infastidito dal fatto che l’autista dopo alcuni minuti di attesa, avesse suonato il clacson per chiedergli di spostarsi dalla corsia, aveva iniziato a minacciarlo con uno sfollagente colpendo ripetutamente la portiera del bus. Non soddisfatto, dopo avere spostato il proprio furgoncino, mentre finalmente il pullman stava ripartendo, lo ha colpito facendo una retromarcia improvvisa. L’uomo è stata denunciato dai carabinieri per danneggiamento aggravato ed interruzione di pubblico servizio.

«In genere - commenta il vicepresidente Cap Fabrizio Messeri - gli inconvenienti più spiacevoli non capitano per motivi di viabilità ma a bordo dei bus, con le persone, spesso straniere, che non solo non pagano il biglietto ma non vogliono mostrare nemmeno i documenti d’identità di cui sono in possesso. A volte sono accadute anche aggressioni molte violente, l’ultima non tanti giorni fa con un verificatore che è stato colpito al volto da un extracomunitario che gli ha procurato la frattura del setto nasale». Proprio per cercare di trasmettere sicurezza e tranquillità ai passeggeri, oltre che per prestare assistenza ai verificatori, la Cap dallo scorso settembre garantisce un servizio di guardie giurate a bordo in affiancamento ai controllori. «Investiamo molto anche nell’informazione - aggiunge Messeri - per questo partecipiamo ad incontri con le associazioni che accolgono immigrati per spiegare non solo l’importanza di pagare il biglietto ma anche quella di viaggiare sempre muniti di un documento di identificazione. Che, aggiungo, deve essere mostrato».

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di Redazione web