La manifestazione
Ecco perché riscuotere le tasse è quasi impossibile
Prato, la simulazione: occorrono quattro anni prima che possa scattare l’esecuzione mobiliare o immobiliare
PRATO. Immaginatevi un peso massimo a fine carriera che si imbatte sul ring in un giovane Cassius Clay che gli vola intorno come una farfalla e lo punge come un'ape, compare e scompare: l'altro non lo prende mai. Ecco, questo è lo Stato italiano alle prese con le confezioni cinesi che nascono e muoiono nel giro di pochi anni, in molti casi senza pagare Iva, Irpef e contributi previdenziali. La Procura di Prato ha fatto una simulazione sui tempi di risposta dell'Agenzia delle entrate e dell'Inps, i cui risultati sono illuminanti. E preoccupanti. Facciamo l'esempio di un'impresa che si iscrive alla Camera di commercio il 1° gennaio 2016 e decide di non pagare le tasse.
L'Agenzia delle entrate si muove dopo 21 mesi, a fine settembre 2017, quando acquisisce la dichiarazione dei redditi inviata telematicamente. Scopre che mancano all'appello i versamenti Iva, Irpef, Irap e a fine giugno invia all'imprenditore un avviso bonario in cui si chiede il pagamento. L'imprenditore ha 30 giorni per pagare o per chiedere la rateizzazione. Tutto risolto? Assolutamente no. Passeranno altri cinque mesi, e siamo a 36, prima che l'Agenzia comunichi il "flusso di credito" da incassare a Equitalia. Che si prenderà altri sei mesi, e siamo a fine giugno 2019, prima di iscrivere a ruolo il credito ed emettere la cartella esattoriale.
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Ammesso che la cartella sia notificata subito, l'imprenditore può andare in ferie sereno, ha tempo fino al 30 agosto 2019 per pagare o chiedere la rateizzazione. Scade il termine e lui, com'era ormai prevedibile, non paga. Bene, passeranno altri 7 mesi prima che Equitalia si attivi per l'esecuzione mobiliare o immobiliare, cioè provi a prendergli la macchina o la casa (ad eccezione della prima casa). A questo punto siamo al 31 marzo 2020 e sono passati 51 mesi, più di 4 anni dalla nascita della società, che spesso nel frattempo è morta.
Lo si vede bene da uno studio sugli archivi della Camera di commercio di Prato datato 25 marzo 2015. Risalendo nel tempo a 9 anni e mezzo prima, risultavano iscritte 11.235 imprese gestite da cinesi, di cui ben 10.105 ditte individuali. Soltanto 5.651, meno della metà, erano ancora attive. Delle altre, 446 erano state chiuse in meno di un anno, 1.184 in meno di due anni e 1.056 in meno di tre anni. Sono loro i Cassius Clay che danzano intorno al peso massimo sfiancato dell'Erario. Imprese fantasma condotte spesso da imprenditori fantasma, i prestanome prezzolati che spesso si scoprono al timone delle confezioni, come quella Li Janli che risultava padrone della Teresa Moda di via Toscana quando invece lavorava in un centro massaggi a Roma e non è mai stata rintracciata. Nella simulazione dei tempi di reazione va un po' meglio all'Inps, che si muove nel giro di 6 mesi contro gli evasori dei contributi previdenziali e in 10 mesi mette la pratica in mano a Equitalia. L'esecuzione mobiliare o immobiliare in questo caso scatta dopo 25 mesi, ma spesso è già troppo tardi.
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