Il teatro come rito Al Fabbricone nuova regia di Civica
“Un quaderno per l’inverno” in scena da martedì prossimo «È una riflessione sulla letteratura e sulla condivisione»
PRATO. Detiene un primato Massimiliano Civica. A 33 anni, nel 2007, riceve il premio Ubu quale migliore regia ("Il mercante di Venezia"). E nel 2015 fa il bis ottenendo di nuovo l'ambito riconoscimento (categoria migliore regia per "Alcesti" di Euripide) che nel campo teatrale è il più alto in assoluto. Civica è stato per tre anni direttore artistico del teatro della Tosse di Genova: «Periodo - sottolinea - durante il quale non ho mai prodotto un mio spettacolo». In questi giorni il regista è a Prato per le prove dello spettacolo "Un quaderno per l'inverno" che andrà in scena al Fabbricone dal 7 fino al 19 marzo (13 e 14 marzo riposo, orario spettacoli: feriali alle 20,45, sabato ore 19,30 e domenica ore 16,30). Si tratta di una produzione del teatro Metastasio con il sostegno di Armunia - Centro di residenze artistiche Castiglioncello e quella pratese è una prima assoluta. Lo spettacolo di Civica è su un testo di Armando Pirozzi e vede sul palco Alberto Astorri e Luca Zacchini.
“Un quaderno per l'inverno", tre scene per due attori, racconta la storia di un introverso professore di letteratura che rientrando a casa vi trova un ladro che vuole da lui qualcosa di insolito. I due, nella notte, si confrontano su idee e sentimenti, interrogativi dolorosi in un dialogo nuovo e inaspettato per entrambi. I due si rincontreranno anni dopo in qualche modo segnati da quella notte. Il tema centrale è la scrittura. «E' la letteratura - sottolinea il regista - ma senza niente di letterario». Civica è sicuro che il senso del teatro è condivisione «perché - sostiene - è il teatro a parlare attraverso, appunto, la condivisione. A teatro parla l'attore attraverso le parole dell'autore, parla il regista ma il vero spettacolo si svolge nella mente del pubblico. Parla, quindi, la condivisione di soggetti multipli. Si dice qualcosa di più della somma di quelli che parlano. Personalmente - prosegue il regista - credo che il teatro non produce opere d'arte ma è un rito, sia per chi lo fa sia per chi lo guarda».
Civica spiega poi cosa è per lui essere regista: «Il regista è il guardiano della relazione, è il primo spettatore molto esigente. E se è vero teatro ogni sera lo spettacolo dirà qualcosa di diverso». Massimiliano Civica ha collaborato a tre edizioni di Contemporanea festival e ricorda il successo, dello scorso anno, al laboratorio di poesia. Dice di aver trovato delle condizioni produttive ottime al Metastasio («Qui si lavora bene») e in cantiere c'è l'idea di continuare la fattiva collaborazione tra il teatro e il regista.
Nei giorni di prove a Prato Massimiliano Civica per la prima volta ha portato in giro lo spettacolo finito in luoghi particolari come all'interno della casa circondariale, all'università della terza età e ai circoli. «Qui c'è un pubblico esigente ma senza preconcetti - spiega - Voglio uno spettacolo che non abbia soglie d'ingresso, non deve essere discriminante perché anche uno spettatore senza preparazione possa goderne appieno». Il regista è contento dei due attori in scena Luca Zacchini e Alberto Astorri: «Di solito prediligo attori che siano anche scrittori e registi - termina - quindi che abbiano una loro visione. Insomma, attori con personalità».
Azelio Biagioni
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