Il Tirreno

Prato

«Ecco perché la nuova pista non sta in piedi»

«Ecco perché la nuova pista non sta in piedi»

Il Movimento 5 Stelle a Firenze: «Mancano studi e piani e la commissione Via ha dato 140 prescrizioni»

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. «La mia impressione è che i ministri della Cultura Franceschini e dell'Ambiente Galletti non vogliano rimanere con il cerino in mano. Probabile che non mettano la firma al progetto del nuovo aeroporto di Firenze così come descritto nel masterplan perché non sta in piedi dal punto di vista tecnico». A margine della conferenza stampa nel palazzo del consiglio regionale, Alfonso Bonafede va dritto al punto.

Non solo - dice sicuro il deputato 5 Stelle arrivato a Firenze - la nuova Peretola non verrà realizzata, ma non c'è nessuno nel governo che si prenda la responsabilità di dare esecutività alla Valutazione di impatto ambientale (Via) nazionale.

E il consigliere regionale M5S Giacomo Giannarelli rincara la dose: «Firenze ha già, oltre ad una Peretola da mettere in sicurezza, l'aeroporto strategico nazionale di riferimento ad un'ora di distanza da Santa Maria Novella. E' il Galilei di Pisa che va potenziato nei collegamenti ferroviari con Firenze».

Perché il nuovo aeroporto non si farà. Eppure il 2 dicembre scorso l'annuncio c'è stato. La Commissione Via nazionale ha dato parere positivo al potenziamento dello scalo fiorentino anche se con l'aggiunta di 140 prescrizioni.

Ma ieri il Movimento 5 Stelle non ha voluto sentire ragioni. Per loro il nuovo aeroporto di Firenze non si farà. E ha affidato le spiegazioni a tre esperti: "l'eretico" Fabio Zita, l'architetto dirigente regionale ora in pensione che fu rimosso dalla commissione Via regionale nel 2014 per i materiali di risulta dell'Alta Velocità; il generale dell'Aeronautica Luciano Battisti, consulente della Regione ai tempi dell'assessore Marson mai ascoltato sulle questioni di Peretola; e il portavoce dei comitati della piana Gianfranco Ciulli.

Ma è Zita che mette in fila le ragioni 'pesanti'. «Allo stato attuale della progettazione, quell'aeroporto non potrà vedere la luce. Ci sono quattro punti controversi. Il primo: il masterplan non esplicita abbastanza il rischio di incidente aereo in un'area fortemente antropizzata. Il secondo punto: ci sono industrie intorno allo scalo fiorentino (come la Toscochimica nel macrolotto di Prato, ndr) sottoposte alla legge Seveso per rischio elevato, ma nel masterplan non è chiaro quali siano i rapporti tra i sorvoli e la presenza di queste industrie. Terzo punto: l'Enac - continua Fabio Zita - dovrà rimuovere tre milioni di metri cubi di terre e rocce di scavo che nessuna sa di che natura siano, ma la legge prescrive che la Via possa concludersi solo dopo la consegna del Piano di utilizzo riguardante, cioè l'analisi di queste terre; un documento mai consegnato da Enac. E io chiedo: i valutatori di Via nazionale come fanno a valutare positivamente il progetto se non sanno dove vanno i 3 milioni di metri cubi? Manca inoltre qualsiasi garanzia in merito alla sicurezza del volo legata all'avifauna. Inoltre resta la prescrizione sul lago di Peretola, sito di interesse comunitario che prima di essere asfaltato deve essere ricreato altrove anche in termini di habitat come prescrive la direttiva Ue. Quarto punto: l'attraversamento dell'A11 Firenze-Mare - continua Zita - da parte del Fosso Reale, che è l'elemento idraulico più rilevante della zona. Secondo il Genio civile, il progetto non chiarisce come il Fosso Reale passerà in sicurezza idraulica sotto l'autostrada».

Il colpo di scena. Ma è proprio nella mattinata di ieri che arriva una nota del ministero dell'Ambiente.

L'Enac «ha chiesto formalmente alla Commissione Via un chiarimento su tre punti delle prescrizioni indicate nel parere», in particolare «sulla valutazione del rischio aeroportuale, sul tema del 'birdstrike' e sui compiti dell'Osservatorio ambientale».

A seguito delle valutazioni della Commissione, «attese in tempi brevi, si potrà arrivare alla conclusione del procedimento con la firma del decreto di Via» chiude il dicastero.

Mentre il prossimo 10 marzo, con la presentazione del progetto per il nuovo stadio di Firenze, il sindaco Dario Nardella annuncerà dove e come saranno localizzate e distribuite le funzioni di cui si parla oramai da tempo immemorabile (Mercafir, stadio, aeroporto). Pare dunque che la partita sullo scalo fiorentino sia ancora tutta da giocare.

Samuele Bartolini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa