Il Tirreno

Prato

Ecco come Estra ostacolò la gara del Comune di Prato

di Francesco Albonetti
La sede di Estra
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La sede di Estra

I dati dell’azienda negati attraverso una serie di e-mail, telefonate e documenti. Finanziere ripercorre in aula la vicenda che vede imputati Abati e gli altri vertici

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PRATO. I vertici di Estra-Consiag, la municipalizzata del gas fino al 2011, si adoperarono con grande profusione di sforzi per ostacolare la gara indetta dal Comune di Prato per l’affidamento del servizio la cui gestione scadeva il 31 dicembre 2010. I modi in cui avvenne questa operazione di “ostruzionismo” sono stati puntualmente ripercorsi dal tenente Leonardo Bernardi del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Prato, davanti ai giudici nell’udienza che si è svolta ieri nell’aula collegiale del tribunale di Prato. Bernardi, che ha condotto l’inchiesta, ha risposto alle domande del pm Luciano Gestri, che ha ereditato l’indagine da Eligio Paolini insieme ad Antonio Sangermano, e degli avvocati di parte civile per conto del Comune e dei difensori dell’azienda consortile sotto accusa. Sul banco degli imputati, oltre a Paolo Abati (ex direttore generale di Estra Spa), ci sono Luciano Baggiani (ex presidente dell’assemblea dei soci Consiag), Paolo Quercioli (ex rappresentante legale di Estra-Reti Gas) e gli ex funzionari Cesare Calistri e Alessandro Puccetti. Tra i difensori figurano gli avvocati Rocca, Cipriani, Denaro, Lucibello e Paola Tognini per il Comune di Prato. Le accuse sono di aver impedito e turbato con mezzi fraudolenti il regolare svolgimento della gara per l’assegnazione dei servizi del gas.

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La vicenda ha luogo nel periodo compreso fra il 2010 e il 2011 ed intreccia gli aspetti giudiziari a quelli politici, in quella che fu definitiva la “guerra del gas”, poi conclusa poi con l’affidamento della distribuzione a Toscana Energia, mentre Estra continua ad occuparsi della fornitura di metano. Lo scontro tra il Comune di Prato e il colosso pratese del gas, che gestiva il servizio in 14 comuni, nacque dalla decisione della giunta di centrodestra guidata dal sindaco Roberto Cenni, grazie alla legge che liberalizzava il settore, di indire una gara per l'affidamento della rete del gas che avrebbe tolto il monopolio della distribuzione a Estra-Consiag. Per contro Estra non ha mai fatto mistero di ritenere inutile e dannosa quella gara, in vista della gara d’ambito, cioé fra più comuni, prevista da un decreto approvato successivamente.

Il tenente Bernardi ha spiegato di aver iniziato le indagini dopo che l’Antitrust condannò Estra al pagamento di una multa di 250.000 euro per abuso di posizione dominante. Il Comune di Prato presentò una denuncia penale. L’inchiesta fu aperta e affidata alla Finanza, che perquisì gli uffici della società in via Panziera e le abitazioni degli indagati, acquisendo vari documenti.

Emerge così che il Comune nel corso della primavera 2010 fece ben due richieste ad Estra affinché fornisse tutti i dati necessari all’indizione della gara: numero di utenti, chilometri di rete eccetera. Richieste stringenti, alle quali si chiedeva di rispondere entro tre giorni. Risposte sempre negate, nonostante le indagini della Finanza, come ha rivelato Bernardi, avessero accertato che non solo l’azienda era in possesso di quei dati, ma furono preparati documenti ad hoc per impedirne la propagazione anche da parte degli altri comuni. C’era persino una sorta di vademecum interno su come ostacolare il Comune nel perseguire sulla strada della gara. La questione fu poi risolta con un ricorso al Tar presentato dall’azienda e il successivo ricorso al Consiglio di Stato, a cui si è appellato il Comune. Ne nacque un accordo fra Comune ed Estra e la richiesta di quei dati utili alla gara, finalmente, fu esaudita.

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