La manifestazione
Il crac Creaf arriva in consiglio comunale
Biffoni risponde ai 5 Stelle e a Fi: «Se qualcuno ha sbagliato pagherà ma certo non mi dimetto»
PRATO. «Se qualcuno ha sbagliato, pagherà. Ma le responsabilità penali sono personali». Il sindaco Matteo Biffoni ha risposto in consiglio comunale all’interrogazione di Rita Pieri di Forza Italia e all’interpellanza del Movimento 5 Stelle sul Creaf. Rispendendo al mittente, ovvero ai pentastellati, la richiesta di dimissioni. «Da un punto di vista amministrativo, penale e gestionale ognuno si assumerà le proprie responsabilità - ha detto Biffoni - Le indagini della magistratura chiariranno se ci sono stati reati e farà chiarezza su quanto è accaduto. Da un punto di vista politico, invece, ricordo che la volontà di creare un centro di ricerca nacque circa 15 anni fa per sostenere le imprese del nostro territorio, in particolare quelle del settore tessile, nel fare un salto di qualità mettendo a disposizione una partecipata pubblica che potesse permettere al distretto di contare su ricercatori, laboratori e centri di innovazione. Per questo furono intercettati ben 11 milioni di fondi europei, risorse che, ricordo, hanno una destinazione ben precisa». «Dal momento che sono diventato presidente della Provincia - ha proseguito - mi sono impegnato per cercare di aprire Creaf per lo scopo per cui è nato, l'unica maniera per non bruciare i tanti soldi pubblici impegnati. Non ci siamo riusciti, ma senza un progetto concreto e un solido piano economico finanziario non abbiamo investito ulteriori risorse pubbliche». Alla richiesta, contenuta nell’interpellanza 5 stelle, se il Comune avesse creato un fondo di riserva per coprire i debiti del Creaf e chi dovrà pagare gli 11 milioni che mancano, visto il fallimento della società, Biffoni ha semplicemente fatto notare che non sono domande da rivolgere al Comune.
E’ stato invece il consigliere Pd Antonio Napolitano, rivolgendosi alle opposizioni, a chiedere se per loro «la responsabilità politica è individuabile nella volontà, che risale al 2005, di creare un centro di ricerca per le imprese e per il tessile. Il fatto è - ha detto - che dietro questa frase si nasconde l’idea che qualcuno abbia commesso degli illeciti. Per questo però c’è la magistratura».
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