Il Tirreno

Prato

Come mai il Comune non offre ospitalità ai terremotati?

Gentile direttore pongo, Suo tramite, una semplice domanda a chi amministra la città: perché il Comune non si offre per l’ospitalità ai terremotati del centro Italia? Sappiamo che vivono situazioni...

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Gentile direttore pongo, Suo tramite, una semplice domanda a chi amministra la città: perché il Comune non si offre per l’ospitalità ai terremotati del centro Italia?

Sappiamo che vivono situazioni drammatiche in queste ore, a causa dei postumi del terremoto e dell’emergenza neve.

Allora perché il Comune non mette a disposizione le proprie strutture – che poi sono strutture dei contribuenti – per alleviare le sofferenze di queste persone, almeno sino a quando le condizioni climatiche non saranno migliorate?

Ci sono esempi di privati che lo hanno fatto come l’albergatore di Grosseto, Emilio Signori, che ha ricevuto numerose risposte; perché il Comune non fa altrettanto? E la regione Toscana?

Il sindaco Biffoni è presidente Anci Toscana, con diritto di parola su queste questioni. Si parla spesso di ospitalità riferendosi ad altre situazioni: ora c’è bisogno di assistere nostri compaesani in situazioni di difficoltà.

Qualcuno dice che queste persone non hanno interesse ad allontanarsi dalla propria casa: il caso dell’albergatore di Grosseto ci dice il contrario; intanto iniziamo ad offrire ospitalità poi valuteremo le risposte.

In alternativa: ho letto che stanno arrivando circa 360mila euro direttamente da Roma per “premiare” l’ospitalità che il Comune fornisce ai richiedenti asilo: allora usiamo quei fondi per creare un circolo virtuoso: utilizziamoli per dare assistenza alle famiglie del centro Italia oppure, come ho letto, utilizziamoli per ristrutturare la palazzina ex Anci di via Roma, al fine di ospitare famiglie del territorio in difficoltà.

Se le strutture comunali sono attualmente occupate per altri scopi, sarebbe doveroso – in nome della accoglienza di cui spesso si parla – utilizzare questi soldi per fornire strutture alternative: potremmo pagare alberghi o affitti direttamente nelle zone del sisma o limitrofe oppure qui in città.

E se non vogliamo fare nemmeno questo, lancio una proposta: destiniamo parte dei 360mila di cui sopra all’aiuto del centro Italia: compriamo casette in legno o altre primarie necessità e doniamole ai nostri concittadini in difficoltà.

Un gesto di solidarietà concreto, utile, fattibile che non ho sentito pronunciare da alcun politico.

Federico Sarti

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