Sicurezza
Prato su Twitter, città arrabbiata contro la classe politica e le donne
I sorprendenti risultati di una ricerca condotta su 80 milioni di “cinguettii” nel secondo semestre 2016 La provincia è sesta in Italia nella classifica dell’odio virtuale, soprattutto nei confronti dei politici
PRATO. I pratesi che "cinguettano" su Twitter sono tra i più arrabbiati d'Italia. Contro i politici, contro le donne, ma, relativamente a sorpresa, molto meno contro gli omosessuali e gli stranieri. Lo si ricava da uno studio condotto da Voices e Spin off (Università di Milano) per conto della rivista Wired su circa 80 milioni di tweet pubblicati nella seconda metà del 2016. Si tratta di una ricerca di grande interesse per capire che cosa agita la "pancia" dei frequentatori dei social network, anche se sconta il limite di essere stata condotta solo su Twitter, che rappresenta solo una piccola parte della piazza virtuale. Molti "haters", i professionisti dell'odio in rete, si sfogano prevalentemente su Facebook.
Venendo ai risultati dello studio, si scopre che Prato è addirittura al sesto posto su 110 province italiane nella classifica generale della rabbia, cioè dei tweet dove predomina l'odio rivolto verso un soggetto. Davanti a Prato troviamo nell'ordine Roma, Milano, Napoli, Cagliari e Torino, a conferma che è nelle grandi città che si annida la maggior quantità di odio virtuale.
Ma verso chi si rivolge questa rabbia? Lo scopriamo dalle classifiche delle singole categorie. In quella della rabbia verso la classe politica Prato è seconda in Italia, dietro alla sola Milano e davanti a Roma e Torino. In quella della misoginia, l'odio verso le donne, Prato è tredicesima, e comunque di gran lunga prima in Toscana, dove al 26° posto troviamo Arezzo. In quella della xenofobia, l'odio contro gli stranieri, Prato sprofonda al 106° posto su 110, mentre in quella dell’omofobia troviamo Prato al 65° posto.
I risultati della ricerca si prestano a qualche considerazione. Intanto va detto che questa apparente tolleranza verso gli stranieri che emerge dai tweet non trova riscontro in quello che viene pubblicato su Facebook, lo vediamo ogni giorno. Evidentemente la piattaforma Twitter non riesce a intercettare questo tipo di rabbia a Prato, a meno di non voler pensare che altrove, in paragone, ci sia un livello di odio inimmaginabile. Quanto alla rabbia verso la classe politica, è un risultato anche questo abbastanza sorprendente, perché colloca Prato in mezzo a realtà metropolitane come Roma, Milano e Torino. Una rabbia da grande città, insomma. In prospettiva sembrerebbe un buon viatico per il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni amministrative, visto che proprio il M5S ha fatto della lotta all'attuale classe politica la sua bandiera.
A livello nazionale, i ricercatori hanno provato a mettere a confronto i messaggi contenenti odio con quelli contenenti amore. "Se è vero che complessivamente la percentuale di tweet arrabbiati batte quelli di affetto (8,9% vs. 7,9%) - scrive Wired - fino all'inizio di novembre la situazione era opposta, con l'amore che doppiava la rabbia nei tweet italici. Da inizio novembre la rabbia online esplode, toccando il suo picco nella prima settimana di dicembre, dove circa il 30% di tweet contenevano elementi di odio. Nelle settimane successive la situazione rientra solo marginalmente, seppur osservando una non sorprendente crescita di commenti ricchi di amore in coincidenza del Natale".
Un altro dato interessante che emerge dalla ricerca è che "la ricchezza media delle province appare relazionata positivamente con la rabbia espressa online". In altre parole, più le province sono ricche e più sono arrabbiate, come se fosse la rabbia di chi ha più da perdere. Un risultato che sembra smentire il luogo comune secondo il quale i più arrabbiati sarebbero i poveri. Ma forse la rabbia dei poveri semplicemente non si sfoga con un cinguettio.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
