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Prato

“Dolce morte”, tutti vogliono la legge

“Dolce morte”, tutti vogliono la legge

Politici pratesi schierati trasversalmente per una regolamentazione. Anche chi, come Silli (Forza Italia), non è d’accordo

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PRATO. È chiamata legge sul "fine vita" o testamento biologico. Da tempo, con diversi rinvii, rimbalza in Parlamento, accompagnata da migliaia di emendamenti, come i recenti del gennaio scorso alla Camera dei deputati. Ma il caso di Fabiano Antoniani, l'ennesimo, di morte assistita avvenuto lunedi scorso in Svizzera, ha scosso anche Prato. Ne parlano un po' tutti, soprattutto gli addetti ai lavori, medici, ma soprattutto politici. In Italia, ancora ggi tentare di porre fine al proprio dolore causato da una malattia incurabile, è di fatto illegale. «Trovo che sia una situazione insostenibile, anche all'interno della mia stessa aria politica, il Pd, che si sia in ritardo a spingere su questo tema per far avanzare l'Italia, un tema estremamente complesso e profondo, ma che ha avuto tutto il tempo per giungere ad un ottimo testo purtroppo non ancora approvato». A dirlo è il giovane Lorenzo Rocchi, capogruppo Pd in consiglio comunale. «Non ho mai nascosto le mie posizioni - prosegue Rocchi - è semplicemente una cosa triste che ancora oggi, di fronte ad un problema esistente e reale che tocca la coscienza umana e la civiltà giuridica, una legge così importante per l'autodeterminazione delle persone trovi continui ostacoli. Sono favorevole al testo ultimo sul testamento biologico e l'ultimo evento, una scelta, come quello di Fabio Antoniani deve avere una risposta sul proprio territorio, in Italia».

A Rocchi, fa eco Livio Benelli, presidente della Pubblica Assistenza L'Avvenire e membro del consiglio dell'Ordine dei medici provinciale, che seppur medico, tratta la questione più da un punto di vista etico. «Nessuno ha il diritto di disporre del mio corpo e del modo con il quale mi definisco come persona - dice Benelli - Anche nell'atto finale dell'abbandono della vita, che è personale e privata come il corpo che la sostiene. Abbiamo bisogno che il Parlamento garantisca la libertà dell'individuo anche di fronte ai nuovi diritti soggettivi assoluti della persona di scegliere in piena libertà gli atti che coinvolgono il proprio corpo e le proprie aspettative di salute e di vita».Nel dibattito cittadino entra anche Alessandro Michelozzi, segretario provinciale di Prato e membro della consiglio nazionale del partito socialista, partito spesso vicino alle battaglie del radicali e dell'associazione "Luca Coscioni". «ll 6 marzo mi auguro che sia la volta buona e spero non sulla spinta emotiva della scelta di Fabiano - dice in modo esplicito Michelozzi - Il nostro è un paese culturalmente fermo e politicamente inadeguato. Lunedì prossimo vedremo se il Parlamento avrà il coraggio di rispondere alle coscienze degli italiani». Da anni diversi Comuni hanno anticipato questa discussione. Il primo Comune dell'area pratese a deliberare sull'istituzione del registro per il testamento biologico fu Poggio a Caiano con un serrato dibattito che si sviluppo nel 2010 e che porto poi l'amministrazione comunale a decidere in modo definitivo nel 2011. «Fu un percorso lungo e articolato, con confronti e discussioni in consiglio comunale e fra i cittadini. Una disposizione sul "fine vita" non vuol dire "No" alla vita, ma a comprendere di più e più profondamente cosa sia il dolore di una malattia incurabile e la volontà di una persona», dice Marco Martini, sindaco poggese. A dare il suo Sì, questa volta c'è anche Giorgio Silli, consigliere comunale di Forza Italia, anche se con più distinguo .«Da cattolico conservatore e in coscienza dico fermamente di No - esclama Silli - ma da un punto di vista civile e giuridico dico che si deve permettere alla persona di decidere della propria vita, ma facendo di tutto per scongiurare questa scelta. Voterei comunque una legge in questo senso». «Noi siamo a favore della legge sul testamento biologico, e siamo per la volontà di scelta della persona e vorremmo che il testo di legge non subisse altre modifiche o fosse annacquato. Dare in modo chiaro all'individuo la possibilità di poter scegliere», parole di Mariangela Verdolini, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle meetup pratese.

Alessandro Formichella

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