Sicurezza
Caverni&Gramigni in liquidazione
Lo storico lanificio chiude ma l’ex assessore apre un nuovo lanificio insieme al figlio Andrea
PRATO. Negli anni d'oro erano arrivati persino ad avere un reparto di rifinizione e di tessitura interni. Poi la crisi li ha ridotti all'osso, con un organico sceso a dieci dipendenti. Una grande famiglia, quella del Lanificio Caverni & Gramigni, durata per oltre quarant'anni. Ma come nelle migliori famiglie non sono sempre rose e fiori.
Come in questo caso. Così ieri pomeriggio è stato firmato dal notaio Morgigni l'atto formale che sancisce la messa in liquidazione di uno dei lanifici storici del distretto. Ma Roberto Caverni, uno dei soci, non getta la spugna. A 69 anni uno s'aspetterebbe la pensione e invece l'ex assessore allo sviluppo economico (giunta Cenni) ha deciso di ripartire da zero insieme al figlio Andrea, aprendo pochi mesi fa una nuova società, il Lanificio Caverni srl. Questa non è una storia di crisi aziendale anche perché, a sentire Caverni, quella che chiude i battenti sarebbe una società del tutto in salute ma «la messa in liquidazione nasce dal fatto che non c'era più unità di intenti fra i soci».
Dissapori tra i due soci sfociati nel divorzio definitivo, con la cessione del ramo d'azienda avvenuta nell'aprile 2016 per inglobare le collezioni di tessuti estivi. Nasce così il Lanificio Caverni srl che ha assorbito cinque dei dieci dipendenti della Caverni & Gramigni: due unità sono rimaste in capo al vecchio lanificio in liquidazione e tre lavoratori licenziati.
Socio di maggioranza è Roberto che detiene il 60% delle quote di capitale mentre al timone del lanificio figura il figlio Andrea in qualità di presidente con il 40% delle quote societarie.
«I cinque lavoratori sono stati assunti dalla nuova società con contratto a tempo indeterminato e con le stesse mansioni che avevano prima - spiega Caverni - Le prospettive sono promettenti anche se abbiamo lavorato una sola stagione: in pochi mesi abbiamo raggiunto il punto di pareggio». L'ex assessore rivendica una filosofia di gestione aziendale più flessibile per meglio governare i processi di cambiamento: il Lanificio Caverni si presenta così con una struttura più snella in termini di personale e di organizzazione produttiva. «Una società a prova di crisi - assicura Caverni - che risponde a un modello più elastico di distribuzione del lavoro lungo la filiera. Compriamo il filato che mandiamo a ordire e da lì inizia la catena di lavorazione della pezza che è tutta esterna e di cui il lanificio è il fulcro. Le pezze devono essere lavorate fuori e rientrare in lanificio quando sono finite».
Si chiude quindi un capitolo di un pezzo di storia del distretto, di uno dei lanifici che hanno fatto fare il giro del mondo alle collezioni pratesi. «Sono stato estromesso dalla procedura di liquidazione benché socio di maggioranza», lamenta Caverni. Ma per lui, l'ex assessore che ha studiato al Buzzi, è l'ora di scrivere una pagina nuova insieme al figlio Andrea, ex commerciale del Lanificio Caverni & Gramigni. «Il lavoro mi fa sentire giovane: mi piace tornare a fare il tecnico dei tessuti». Clienti e contatti sul mercato non gli mancano di certo.
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