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Prato

la performance

Carnevale in nero al Centro Pecci

Carnevale in nero al Centro Pecci

Una sessantina di persone ha sfilato col volto coperto

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PRATO. «Un rituale per risanare il rapporto, ormai in crisi, con la natura» . Così Andrea Conte , in arte Andreco, spiega la performance "La parata della fine", ieri pomeriggio, al Centro Pecci. L'ingegnere-artista romano, che lavora a Bologna, ha redatto il progetto, curato da Giada Pellicari, appositamente per "La fine del mondo", la mostra in corso al museo fino al 19 marzo. Una performance collettiva ovvero un corteo, con una sessantina di persone, con il viso coperto da una maschera di stoffa, tutti vestiti di nero, partito dal piazzale Falcone e Borsellino, per sfilare lungo viale della repubblica, fino al Centro Pecci. Lungo il percorso, sono stati scortati da vigili urbani e carabinieri, sotto lo sguardo curioso degli automobilisti, davvero pazienti, mentre il lungo corteo attraversava il viale per arrivare al museo, dove si è svolto l'ultima parte sui gradoni dell'anfiteatro. Ma i veri interpreti della performance sono stati la decina di giovanissimi sbandieratori e percussionisti dell'Associazione I Piccoli Alfieri, che hanno guidato la sfilata con bandieroni e tamburi. L'associazione guidata da Alessandro Bresci conta un centinaio di allievi dai i 5 ai 14 anni, che partecipano alle varie rievocazioni storiche cittadine. «Sono stati bravissimi, perché avevamo avuto poco tempo per provare» ha spiegato Andreco , in incognito durante la sfilata, quando si è tolto la maschera per ringraziare il direttore Fabio Cavallucci perchè tutto è (s)filato liscio.(ri.te.)

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