La protesta
Laboratori, medici e docenti per aiutare gli studenti dislessici
I laboratori, che si terranno nella sede dell'associazione in via Galcianese, sono suddivisi per gradi di scuola. A Prato il numero di ragazzi dislessici è aumentato negli ultimi anni e sfiora i 5 studenti per classe
PRATO. Venti laboratori, 60 appuntamenti e 30 esperti. Sono questi, in sintesi, i numeri di "Futuro in autonomia" il calendario di attività dell'associazione italiana dislessia sezione di Prato. Con lo scopo, come sottolinea la presidente Manuela Zacchini, di portare un aiuto concreto alle famiglie ma soprattutto ai ragazzi. L'obiettivo è, infatti, quello di sostenere gli studenti dislessici attraverso una rete di professionisti quali tutori, medici e insegnanti. I laboratori, che si terranno presso la sede dell'associazione in via Galcianese, sono suddivisi per gradi di scuola. Ogni laboratorio vedrà dai tre ai quattro incontri a numero chiuso (alcuni potranno essere per 15 partecipanti, altri per 30).
"I laboratori - spiega Zacchini - sono gratuiti e vedono il patrocinio anche del ministero dell'istruzione oltre che di altri enti e la partecipazione di tanti sponsor e partner. Offriranno informazioni e strategie di studio come l'approccio alla matematica e la produzione di testi scritti ma anche come affrontare le lingue straniere con una didattica inclusiva. E poi indicazioni sulla diagnosi e le mappe di autonomia, sulle risorse messe a disposizione dalle tecnologie digitali e sostegno alla famiglia perché sia cosciente e informata". Incontri sono rivolti anche al personale docente e altri ai genitori.
Per l'assessore all'istruzione del Comune, Mariagrazia Ciambellotti, questa è la tappa di un percorso iniziato anni fa. "E' importante - sottolinea l'amministratrice - che si crei un'alleanza di lavoro affinché si possa ottenere il livello più alto possibile di successo scolastico per ogni bambino. E lo si può fare attraverso una didattica inclusiva."
L'assessore ricorda come ogni anno in seconda elementare un gruppo di docenti appositamente formato fa uno screening dei ragazzi per capire eventualità difficoltà, dopodiché le insegnanti si incontrano con le referenti Asl dopo aver avvisato la famiglia del bambino alla quale viene rimessa la decisione per il proprio figlio. A Prato il numero di ragazzi dislessici è aumentato negli ultimi anni e sfiora i 5 studenti per classe.
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