Il Tirreno

Prato

Brico si trasferisce a Bagnolo

di Maria Lardara
Brico si trasferisce a Bagnolo

Dopo le aziende anche la grande distribuzione sceglie Montemurlo e un capannone di 1500 metri

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PRATO. Non fa più notizia che un'azienda del distretto tessile si trasferisca da Prato nel territorio di Montemurlo, da tempo eletto a nuovo Eldorado delle imprese pratesi: ora la novità è che sia una catena della grande distribuzione a fare le valigie per spostare l'attività nel Comune amministrato dal sindaco Mauro Lorenzini. Si tratta della catena "Brico" che da poche settimane ha abbandonato la sede storica di via Targetti e l'area dell'ex Fabbricone, già orfana del supermercato "Pam" chiuso a settembre, lasciando per i clienti un cartello affisso alla saracinesca abbassata con su scritto «Ci scusiamo con la gentile clientela: il negozio verrà trasferito nella nuova sede a Bagnolo, zona commerciale di via Nuova Montalese». Poche parole in un messaggio che non dà adito a dubbi. A Bagnolo, per l'esattezza nel tratto della Nuova Montalese all'incrocio con viale Michelangelo, che metterà radici il tempio del bricolage e del fai-da-te che a Prato faceva concorrenza alla "Obi" di via Udine, negli spazi di un ex capannone industriale (lì c'era il magazzino della "Bofrost"): "Brico" si trasferirà tra due-tre mesi, giusto il tempo di terminare i lavori da poco iniziati nello stabilimento di 1500-1600 metri quadrati a pochi metri dai negozi "Dieci" e "Io Bimbo", quest'ultimo nella versione rinnovata inaugurata nel dicembre scorso. Una zona di forte passaggio se è vero che, secondo i dati forniti dal Comune di Montemurlo, il transito è quantificabile in qualcosa come ben 50mila persone al giorno. L'apertura di "Brico" aggiunge una tessera al mosaico dei negozi che gravitano intorno al centro commerciale di Bagnolo, di cui fanno parte anche "Penny Market", "Isola dei Tesori", "Simply Market" e "McDonald's", molto frequentato anche dai pratesi che abitano a Maliseti e Narnali.«Una nuova offerta di qualità va ad arricchire il centro commerciale naturale di Bagnolo ricavato dall'utilizzo di vecchi stanzoni industriali adibiti ad attività commerciali, senza che avvenga il consumo del suolo», sottolinea il sindaco Mauro Lorenzini che nei prossimi giorni incontrerà i responsabili di "Brico" anche per capire le ricadute del trasferimento in termini di posti di lavoro. Negozi dunque al posto di fabbriche dismesse in un'ottica di riqualificazione e riuso del territorio. «La logica è quella della trasformazione di un'area a vocazione tessile - prosegue il primo cittadino di Montemurlo - che continua a mantenere la sua cultura produttiva». Tutt'altra musica invece nel capoluogo: mentre si vocifera dello sbarco di Unicoop Firenze nell'area dell'ex Fabbricone con il progetto di recupero presentato dalla famiglia Balli sul tavolo degli uffici comunali, il quartiere nord di Prato alle porte del centro storico perde pezzi svuotandosi di attività commerciali. Una parte di città importante il cui nome è legato alla presenza del teatro Fabbricone e dove sta prendendo corpo il coraggioso progetto di "Fab" portato avanti da quattro giovani pratesi under 35 per un nuovo incubatore culturale: aprirà tra via Targetti e via Mozza sul Gorone nel mese di marzo.

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