Il Tirreno

Prato

A scuola senza compiti né zaini, il modello Don Milani

Azelio Biagioni
Da sinistra, Patrizia Venturi, Sandra Bolognesi, Marzia Chiti e Stefania Nieri
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Da sinistra, Patrizia Venturi, Sandra Bolognesi, Marzia Chiti e Stefania Nieri

Prato, la nuova organizzazione didattica (a regime l’anno prossimo) nella primaria di via delle Gardenie. Poi toccherà all’infanzia

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PRATO. Si chiama modello "Senza zaino" e dentro questo vocabolo c'è molto di più che lasciare a casa lo zainetto con quaderni, penne e matite. La prima scuola pratese che lo metterà in atto è la primaria "Don Milani" alla quale si aggiungerà anche quella dell'infanzia "Munari". La preside della "Don Milani", Sandra Bolognesi, sottolinea il termine modello proprio perché è un modo diverso di vivere la scuola alla ricerca della creazione della comunità.

Infatti, "Senza zaino" prevede non più banchi singoli ma collocati a isola, con gli studenti che lavorano in gruppo, percorso già iniziato in alcune classi del plesso scolastico di via delle Gardenie. Il modello si svilupperà passo dopo passo per prendere avvio nel prossimo anno scolastico. All'interno delle classi ci saranno armadietti per il materiale didattico condiviso oltre a quelli per lasciare i quaderni degli alunni.

Una scuola all'avanguardia da sempre la "Don Milani", fiore all'occhiello dell'istruzione pratese che ha alle spalle una storia importante per quanto riguarda il percorso formativo degli alunni.

«Noi - dice la preside Bolognesi - continuiamo ad andare nella direzione di vivere una scuola dell'accoglienza, alla costante ricerca della comunità-classe e della comunità-scuola. Ecco, quindi, che diciamo addio all'idea che il sapere sta nel quaderno. Da tempo non c'è più il sussidiario ma testi alternativi, presenti qui a scuola, dove gli alunni possono andare a cercare temi specifici». E l'istituto è dotato di una fornita libreria con testi per i bambini.

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Sandra Bolognesi insiste sul fatto che nel modello "Senza zaino" vengono ripensati gli spazi della scuola che assumono, quindi, una grossa importanza. Le fa eco la sua collaboratrice nonché insegnante Marzia Chiti che racconta come in classe ci sono gruppi di lavoro e che la cattedra non è più collocata come un tempo bensì in un angolo con la maestra che gira fra i bambini mentre fa lezione. «E poi - aggiunge la collega Stefania Nieri - ogni lunedì c'è l'Agorà, un momento di condivisione dove i bambini si guardano in viso ed è tanto quello che riescono a trasmettere».

Fuori da ogni classe sono stati pensati attaccapanni non solo per i giubbotti ma anche per gli zainetti, affinché questi non ingombrino le stanze.

«La nostra da sempre è una scuola a tempo pieno - racconta la maestra Patrizia Venturi - e i compiti si fanno qui. Può capitare che a casa gli alunni devono riguardare qualche materia ma la normalità è che la scuola a tempo pieno è completamente formativa in classe». Non c'è, dunque, la necessità per gli alunni di portare ogni giorno da casa a via delle Gardenie i vari quaderni, perché a casa i bambini non devono rimettere mano alle lezioni. Magari il sabato i bambini al suono dell'ultima campanella indossano lo zainetto con i vari quaderni che portano ai genitori per far vedere loro quanto appreso durante la settimana.

«Stiamo pensando, per il prossimo anno, di creare una sorta di tracolla - annuncia la preside - che daremo ai ragazzi e che servirà per il trasporto delle stoviglie che i bambini utilizzano per la mensa». Borsa che potrà essere utilizzata dagli alunni anche per inserire quei quaderni, utili in alcune occasione, per un ripasso a casa. Il modello "Senza zaino" ha visto la formazione e il lavoro di un anno di tutto il personale docente della scuola che conta 250 alunni suddivisi in dieci classi.

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