Il Tirreno

Prato

Droga e prostituzione nei circoli La Procura chiede il processo

Droga e prostituzione nei circoli La Procura chiede il processo

Chiusa l’inchiesta sui club cinesi gestiti da Jacopo Hsiang. Tra coloro che rischiano di finire alla sbarra c’è anche un avvocato pratese ma non l’immobiliarista Luigi Balli che ha chiesto il patteggiamento

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il sostituto procuratore Lorenzo Gestri ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati nel procedimento che a giugno portò all'arresto di cinque cinesi (Jacopo Hsiang, Lifu He, Yang Ding, Xiaorong Yang, Shufen Hu), due arresti domiciliari (Xiaofan Du, Xiaohong Shen) e tre obblighi di dimora (Min Sun, Zamin Zhang, Shuangshuang Chen) per un giro di prostituzione e spaccio di droga nei circoli cinesi. Tra gli indagati per i quali il magistrato (titolare del fascicolo insieme al collega Lorenzo Boscagli) chiede il processo c'è anche l'avvocato Teresa Carillo, a cui viene contestato il favoreggiamento, mentre non fa parte della lista l'immobiliarista Luigi Balli, proprietario del fondo dove era stato aperto un locale cinese, che nel frattempo ha fatto parziali ammissioni e ha chiesto il patteggiamento.

L'inchiesta della squadra mobile di polizia nacque nell’estate del 2015 con il sequestro del circolo Gongguan di via Bovio, gestito di fatto da Jacopo Hsiang, dove, secondo la Procura, alcune ragazze cinesi si prostituivano e veniva offerta droga ai clienti. A Luigi Balli veniva contestato di aver provato a far rientrare Jacopo Hsiang in possesso del locale di via Bovio.

Il circolo era un locale serale, gestito da un’associazione culturale cinese. Da tempo la polizia aveva messo gli occhi su quel club. Passa poco tempo e in via Guinizzelli, a Cafaggio, muore un giovane all’interno del circolo Vip, anche questo a conduzione cinese.

Fin dall’inizio appare chiaro che si tratta di un’overdose. Lo confermano gli esami tossicologici. È dalle intercettazioni telefoniche, già avviate per l’indagine sul Gongguan che i due casi si incrociano. Per entrambi i locali, in base a quanto sostiene l’accusa, il gestore di fatto è un certo Jacopo, un giovane dall’accento pratese, nato in città, ma originario della Cina. A Prato Jacopo Hsiang è già conosciuto non per la gestione dei due club (un terzo avrebbe dovuto inaugurarlo a Sesto Fiorentino proprio poche ore dopo l’arresto) ma perché è tra gli organizzatori della manifestazione per la legalità che portò per le strade di Chinatown oltre duemila persone a sfilare.

Perso il locale di via Bovio, per due volte Hsiang fa presentare la documentazione per il dissequestro, ogni volta cambiando il presidente dell’associazione che gestisce il locale. E in questo chiede l’aiuto dell’avvocato Carillo e del padrone del fondo, Luigi Balli. All’avvocato e all’imprenditore immobiliare la Procura ha contestato di essersi messi a disposizione ben oltre i loro rispettivi ruoli di legale e di proprietario di un fondo da affittare. Luigi Balli però si è tirato fuori dall’inchiesta facendo parziali ammissioni, mentre l’avvocato ora rischia di finire sotto processo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web