La protesta
Cinque anni al rapinatore dei supermercati
Mirko Mocera è stato giudicato col rito abbreviato. In un paio di occasioni aveva mostrato una bomba
PRATO. E' stato condannato a cinque anni di reclusione al termine del processo con rito abbreviato il rapinatore di farmacie, supermercati e uffici postali che in un paio di occasioni (al supermercato Tuodì di via Tirso e alle Poste di San Giorgio a Colonica) aveva usato anche una bomba a mano per minacciare commesse e impiegati. Si tratta di Mirko Mocera, 35 anni, difeso da Barbara Mercuri, che giovedì 19 è comparso davanti al giudice dell'udienza preliminare per sentire pronunciare la condanna a cinque anni. Quando fu arrestato dalla squadra mobile della polizia, nel giugno dell'anno scorso, gli contestarono 7 rapine, ma nel frattempo ne ha confessate altre due per le quali era solo indagato.
Insieme a Mocera era indagato anche un marocchino che però, in quanto clandestino, il 1° agosto 2015 è stato accompagnato al Centro di identificazione ed espulsione di Torino e rimandato nel suo paese.
Al momento dell’arresto a Mocera furono contestate sette rapine a due farmacie, un supermercato, tre uffici postali e una tabaccheria. Le altre due rapine confessate in seguito sono state fatte a una farmacia e a un supermercato.
Mocera era finito agli onori delle cronache già molti anni fa, quando fu indagati come membro del cosiddetto “branco di San Paolo”, un gruppo di giovanissimi dediti alle rapine ai cinesi.
Decisiva per il suo arresto era stata la rapina del 30 luglio 2015 all'ufficio postale di via Garigliano, dove due uomini armati di pistola e coltello furono ripresi dalle telecamere. A poca distanza fu recuperato uno scooter e due caschi sul quale erano rimaste le impronte digitali di Mocera e del marocchino. I due sono stati poi riconosciuti dalle vittime di altre rapine.
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