Gioco
Risarcimenti mini e non per tutti
Incontro pubblico in via degli Alberti con il presidente Mion e l’ad Viola. Ecco chi ha diritto all’offerta e chi resta escluso
PRATO. I quadri della collezione ex Cassa di Risparmio ora Bpvi tornano a casa. Cosa sicura, visto che l’accordo è stato firmato “in diretta” pochi minuti prima di affrontare la questione spinosa dell’offerta di transazione avanzata dai nuovi vertici della banca: 9 euro ad azione (pagate 62,48 euro) per i soci che le hanno acquistate negli ultimi dieci anni, a fronte della rinuncia a qualsiasi azione legale. C’è tempo fino al 15 marzo per aderire. Stop.
Due buone notizie? Forse. Entrambe date nell’incontro pubblico, organizzato ieri nella sede della ex Cassa in via degli Alberti, al quale hanno partecipato Gianni Mion, presidente della banca e il nuovo consigliere delegato – in carica da poche settimane – Fabrizio Viola. Ambientazione delle grandi occasioni: uno dei saloni scintillanti della banca, partecipazione così così (salone mezzo vuoto) ma ad alta rappresentanza di categorie economiche.
E proprio a Viola è spettato il compito di presentare l'offerta "tombale" di transazione: «Un’offerta - ha detto - che serve per il rilancio della banca (in via di fusione con Veneto Banca ndr) e non perché rischia la liquidazione. Bpvi dovrà essere efficiente e con una gestione dei rischi più che rigorosa e tra questi ci sono quelli legati alle azioni legali». Da scongiurare - secondo i nuovi vertici bancari - perché Bpvi alla fine potrebbe essere travolta dalla valanga di cause.
Due gli obiettivi della proposta "di pace": «Un segnale concreto per ricostruire una relazione positiva con soci e clienti - ha proseguito Viola - e, appunto, ridurre il rischio di azioni legali, passaggio fondamentale per la salute dell'istituto di credito». La soglia fissata perché l'operazione risarcimento e rilancio vada in porto è alta: l'80% dei circa 94.000 azionisti aventi diritto su un totale di 119.000. La coperta però è corta e qualcuno, dall'offerta di transazione, per forza di cose resterà escluso. Il Fondo Atlante (proprietario della banca) ha messo a disposizione 600.000 milioni di euro. «Che verranno utilizzati per risarcire privati, ditte individuali, enti no profit, fondazioni, enti religiosi - ha spiegato Viola - ma non società di capitali (srl e spa ndr), consorzi, cooperative e intermediari finanziari». Esclusi, ovviamente anche gli ex vertici Bpvi e alcuni dipendenti o ex dipendenti della banca. Declinando "inclusi ed esclusi" eccellenti di Prato: la Fondazione Cassa di risparmio (22 milioni di azioni Bpvi in pancia) avrà il diritto di chiedere i 9 euro ad azione come risarcimento. Consiag, società per azioni, con acquisti di azioni Bpvi in tre tranche successive per un totale di 9 milioni di euro, non potrà. «Decideremo i primi di febbraio - spiega Fabia Romagnoli presidente della Fondazione Cassa di risparmio - se aderire o meno all'offerta. Intanto è partita la lettera dell'avvocato che dà l'avvio al contenzioso legale».
Altra clausola della transazione: tutti quei soci che hanno acquistato pacchetti azionari grazie al finanziamento della banca (le cosiddette “operazioni baciate” che nel complesso hanno avuto un valore di circa un miliardo di euro) «verranno vagliate a una a una – ha spiegato Viola – e su ciascuna verrà presa una decisione». Di numeri, sul fronte dei soci pratesi (circa 5.000) non ne sono stati fatti “perché – è stato detto – si tratta di dati sensibili”. Al di là dell’affermazione che qualche perplessità l’ha creata, pare che la stragrande maggioranza (attorno al 90%) degli azionisti pratesi rientri nei criteri che danno diritto al risarcimento. Il numero che manca, però, è quello relativo alle posizioni del capitolo “operazioni baciate”.
Altri 60 milioni (30 da Bpvi e 30 da Veneto Banca) infine sono stati messi a disposizione per risarcire «le situazione di disagio economico e sociale provocate dal crollo del valore della azioni della banca che putrroppo abbiamo riscontrato esistere. In questo caso - ha concluso Viola - chiediamo la collaborazione del mondo delle associazioni di consumatori per delle verifiche approfondite sui singoli casi».
Cristina Orsini
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