Toscana
Falsi addetti Asm minacciano multe e truffano i cinesi
Il fatto è emerso grazie alla denuncia di un imprenditore Chiedono il versamento di 60 euro per evitare sanzioni di 200
PRATO. Allarme truffe nei confronti delle aziende cinesi. In questi giorni stanno circolando sedicenti addetti Asm pronti a raggiare malcapitati imprenditori alle prese con la raccolta differenziata.
A lanciare l’allarme è Asm, la partecipata per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, che si è accorta che qualcosa non va.
L’ultima frontiera del raggiro sfrutta un problema vero: quello della raccolta differenziata. I truffatori si presentano nelle aziende cinesi spacciandosi per addetti di Asm e paventando il rischio di una super multa da 200 euro per presunte irregolarità nella raccolta differenziata dei rifiuti, chiedono il pagamento immediato di 60 euro per evitare contestazioni scritte.
E' quanto ha raccontato un imprenditore cinese agli addetti (veri) di Asm. E l’azienda si è subito mossa e ha presentato una denuncia.
Asm ricorda che i propri addetti sono riconoscibili dalla pettorina che indossano e sono provvisti di un tesserino di identificazione con il logo dell'azienda.
Inoltre, gli addetti Asm non chiedono soldi in contanti, mai, in nessun caso.
In particolare, il cittadino cinese ha raccontato di aver ricevuto la visita di un uomo nella serata di venerdì scorso e poi di nuovo domenica.
Piuttosto informato delle procedure, il falso addetto Asm ha contestato una serie di errori nella raccolta differenziata e la termine della “verifica” ha chiesto il pagamento immediato di 60 euro coma “sanatoria” per evitare la contestazione scritta accompagnata da una sanzione di 200 euro.
Pare che già diversi imprenditori cinesi, quasi tutti nella zona del Macrolotto 1 (soprattutto via dei Fossi), abbiano versato i 60 euro in contanti per non correre il rischio di vedersi recapitare una sanzione di importo maggiore.
Asm sollecita chi dovesse ricevere visite e richieste di denaro a denunciare subito la cosa. Lo steso dovranno fare gli imprenditori che avessero già versato soldi in contanti a persone che si sono presentate come dipendenti dell'azienda.
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