La protesta
Biblioteca Lazzerini da tre mesi senza bar
Prato, assegnata la nuova gestione ma non c’è ancora nessuna data sulla riapertura
PRATO. È gennaio e fa freddo. Cosa c'è di meglio che una tazza di tè fumante per riscaldare i lunghi pomeriggi di studio alla biblioteca "Lazzerini"? Peccato che da diversi mesi gli oltre mille studenti che frequentano ogni giorno il polo culturale della Campolmi siano a bocca asciutta. Almeno dal 1° ottobre, da quando è scaduta la concessione del bar "Miraglia" che funzionava anche come caffetteria per i visitatori del Museo del Tessuto.
Così, gli studenti devono arrangiarsi con le macchinette automatiche delle bevande in biblioteca oppure, per una rapida pausa pranzo, andare alla ricerca di un'attività nei paraggi. E con questo freddo, in effetti, non è il massimo. «Com'è possibile che una biblioteca importante come la "Lazzerini" sia senza bar ormai da tre mesi?», lamenta un gruppo di ragazzi nel piazzale dell'ex Campolmi.
È del 5 ottobre il bando pubblicato dal Museo del Tessuto per la concessione della caffetteria. Ma per vederla riaperta occorre aspettare fino alla fine del mese, al massimo entro i primi di febbraio. «Il nome dell'aggiudicatario c'è già - fa sapere il direttore del Museo del Tessuto Filippo Guarini - con lui stiamo definendo i rapporti contrattuali. A breve comunicheremo il nome del nuovo gestore che proviene dall'area pratese».
Quanto al disservizio per gli utenti della biblioteca, Guarini ammette che avrebbe sperato di raggiungere un accordo con la catena "Miraglia" in modo da prorogare di qualche mese la concessione del bar e arrivare così fino alle vacanze di Natale. Ma così non è stato. Nel bando, scaduto il 31 ottobre, veniva richiesto un importo base per la locazione di 26400 euro l'anno a fronte di una concessione di durata triennale.
Al di là dei tempi tecnici, uno dei motivi del ritardo nell'avvio della nuova attività sarebbe anche la necessità di effettuare alcuni lavori di adeguamento all'interno del locale, da poco terminati. Due sarebbero le offerte pervenute al Museo del Tessuto: in lizza anche "Cibino" di via Pomeria, il regno del take away di qualità che strizza l'occhio alla cucina biologica e al chilometro zero. Il progetto di "Cibino take away", del resto, è quello di tenere in piedi la "cucina madre" in via Pomeria - come si legge sulla pagina Facebook del locale - replicando il progetto di "Cibino" in altri quattro punti vendita.
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