Il Tirreno

Prato

Si scusa l'imprenditore arrestato per la rapina al mendicante

L'intervento della polizia e della Municipale in via Ricasoli
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L'intervento della polizia e della Municipale in via Ricasoli

Gianluca Gualchierotti al giudice: "Ho fatto un casino, ho perso la testa". Ha detto di essere stato nervoso perché ha subìto un furto in casa e che non voleva derubare il mimo. Rimarrà agli arresti domiciliari per un paio di settimane

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PRATO. Rimarrà agli arresti domiciliari fino alla celebrazione del processo per direttissima l’imprenditore arrestato mercoledì 11 dalla polizia con l’accusa di aver rapinato il mimo che chiede l’elemosina in via Ricasoli. Gianluca Gualchierotti, 45 anni, assistito dall’avvocato Michele Nigro, è comparso oggi, 12 gennaio, davanti al giudice Scarlatti per la convalida del fermo e per prima cosa ha chiesto scusa. "Ho fatto un casino, ho perso la testa": questo il tenore delle sue giustificazioni, che poi ha argomentato. L’uomo ha detto di essere stato particolarmente nervoso mercoledì mattina perché un paio di giorni prima aveva subìto un furto nella sua abitazione ed era appena stato da un elettricista per installare telecamere di sorveglianza. Ha poi aggiunto che la lite col mimo sarebbe stata frutto di un equivoco e che lui, Gualchierotti, pensava di essere stato derubato dal mendicante. Per questo lo avrebbe costretto a togliersi i vestiti per vedere quanti soldi aveva in tasca. Ma poi i 50 euro del mendicante sono finiti nelle tasche dell’italiano. Forse nella concitazione di quei momenti, ha aggiunto Gualchierotti, rimettendomi le cose in tasca ho preso per sbaglio anche il denaro del mimo. Una versione che non ha convinto il pubblico ministero Laura Canovai, che infatti ha chiesto e ottenuto che l’imputato rimanga agli arresti domiciliari fino al processo per direttissima, fissato per il 27 gennaio.

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Quanto alla pistola scacciacani che la polizia ha trovato nella cintola di Gualchierotti, l’uomo sostiene di non averla puntata contro il mimo, ma di essere andato a prenderla nell’auto che aveva parcheggiato in piazza San Francesco perché non si sentiva sicuro. Insomma, una vicenda che definire grottesca è certamente riduttivo. Gualchierotti, che ha la residenza a Miami, era già stato processato per un’appropriazione indebita, condannato in primo grado e assolto in appello. Ex calciante della Palla Grossa nel rione dei Rossi, di lavoro fa il noleggiatore di auto e viene descritto dal suo avvocato difensore come una persona normale che per alcuni minuti ha perso la testa.

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di Redazione web