La protesta
Borchi non è più agli arresti domiciliari
L’assicuratore accusato dalla ragazzina ha ottenuto la sostituzione della misura cautelare
PRATO. Il giudice per le indagini preliminari ha sostituito la misura degli arresti domiciliari con quella del divieto di avvicinamento alla parte lesa nei confronti di Gabriele Borchi, l'assicuratore di 38 anni, figlio dell'ex vice sindaco, indagato per violenza sessuale nei confronti di una ragazzina all'epoca non ancora quattordicenne.
Il gip ha accolto l'istanza degli avvocati difensori Massimiliano Tesi e Manuele Ciappi all'esito dell'interrogatorio di garanzia che si è svolto nel pomeriggio di martedì in Tribunale.
Nel corso dell'interrogatorio Borchi si era avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice ma non era stato zitto: aveva rilasciato una breve dichiarazione spontanea nella quale non ammette niente di quanto gli viene contestato dal sostituto procuratore Antonio Sangermano ma il tenore della dichiarazione è stato giudicato dalla stessa Procura "propositivo".
In altri termini, sono state date ampie garanzie che non c'è nulla da temere nei comportamenti di Borchi nei confronti della parte lesa. E il gip si è convinto che non ci sia un grave rischio di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove.
La vicenda del resto è particolarmente delicata e se la Procura pare convinta della tesi accusatoria formulata (sulla base del racconto della ragazzina, di testimonianze, una delle quali oculari, dei messaggi telefonici e di quanto scritto sul diario della minore), l'indagato non ammette nulla di quanto gli viene contestato.
La prossima settimana, e più precisamente lunedì, l’indagato si sottoporrà all’interrogatorio davanti al sostituto procuratore Sangermano e sarà in quella sede che, rispondendo alle domande del magistrato, potrà dare la sua versione dei fatti.
Intanto, dopo aver ottenuto il cambio di domicilio ed essersi trasferito nella casa dei genitori, vicino alla sua, da ieri è di nuovo un uomo libero, se si esclude il divieto di avvicinamento alla ragazzina che con le sue accuse lo ha messo nei guai.
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